Billie Jean King, icona gay ex tennista: sarà a Sochi per volontà di Obama

Su La Stampa la notizia di maggior evidenza, anche grazie alla foto, è la decisione del presidente Obama di non assistere ai Giochi invernali di Sochi: “Obama sfida Putin: l’icona gay a Sochi”, “Ai giochi invernali Usa rappresentati dall’ex tennista Billie Jean King: uno schiaffo alle leggi omofobe”.

Sulla politica italiana: “Legge elettorale, Renzi ad Alfano: ‘Va fatta con tutti’”, “Il segretario del Pd: non penso al voto. Letta: prima accordo di maggioranza”.

Sotto la testata: “Evade un serial killer. Era in permesso premio”, “Il direttore del carcere: per noi solo un rapinatore”.

In taglio basso: “Le carte che inchiodano Stamina”, “I Nas e gli esperti ministeriali: nelle infusioni non ci sono cellule staminali. Tra i rischi anche mucca pazza”.

 

Corriere: “Un serial killer libero per le strade. E’ evaso da un permesso-premio”.

In grande evidenza, nell’apertura a sinistra: “Accordo in Europa sull’Unione bancaria”.

A centro pagina: “Freno al taglio delle tasse”, “I risparmi di Cottarelli prima copriranno la spesa”.

La foto è per la campionessa di hockey su ghiaccio Caitlin Cahow: “Atlete gay a Sochi per sfidare Putin”.

Sull apolitica italiana: “Letta e l’articolo 18. Apertura a Renzi”, “’Bene tutto quello che serve al lavoro’”:

 

La Repubblica: “Lampedusa, schiaffo della Ue”, “L’Europa dopo il video choc: ‘Un orrore, vi togliamo gli aiuti’. Via i dirigenti del centro di accoglienza”, “Legge elettorale, duello renzi-Alfano. Pd diviso sull’articolo 18”.

A centro pagina, la decisione di Obama di non assistere ai Giochi Olimpici a Sochi: “Putin-Obama, il gelo olimpico”.

In taglio basso: “Alitalia, si sblocca la crisi, il socio arabo verso il sì”, “La compagni Etihad pronta ade entrare nel capitale con 300 milioni”.

 

Il Sole 24 Ore: “Alleggerita la web tax, corsa alle micro-spese. Manovra verso la fiducia. Il premier: sviluppo senza sfasciare i conti. Apertura sull’articolo 18”. “Squinzi vede Letta: insufficienti le risorse del cuneo”. A centro pagina: “L’Europa raggiunge l’accordo sui salvataggi delle banche”.

 

Il Fatto quotidiano:”Giochi, banche & Caltagirone. Il governo dei larghi favori”. “In Parlamento la maggioranza di Letta si dedica alle lobby amiche. Minacce di tagli alle Regioni che osano disturbare i concessionari delle slot machine. Sconto fiscale er gli istituti di credito azionisti di Bankitalia. Manovre per costringere il Comune di Roma e vendere le sue quote in Acea, molto appetito dal potente costruttore. E una norma che condona a Sorgenia (De Benedetti) 22 milioni di oneri da pagare a un Comune”. A centro pagina: “Forza Eataly: l’azienda modello di Farinetti paga 8 euro l’ora. Centinaia di contratti precari. E il premier apre ai neoassunti senza l’articolo 18: ‘Discutiamone’”.

 

L’Unità: “Renzi: no al derby sull’articolo 18”. “Il leader Pd: se riparte lo scontro ideologico siamo finiti, bisogna creare occupazione”. “Il piano del lavoro oggi in segreteria: è tensione. Interviste: Faraone: tutelare i precari. Orfini: non copiare Fornero”. A centro pagina, su Lampedusa: “Cacciati i responsabili della vergogna”.

 

Il Giornale: “Questi sono pazzi”. “Follia fiscale: più tasse agli artigiani per trovare i soldi per gli esodati”. “Follia politica: il governo regala milioni di euro a De Benedetti”. “Follia giudiziaria: bloccano Berlusconi, ma fanno fuggire un serial killer”.

A centro pagina si torna su Lampedusa, “il ‘lager’ gestito dalle Coop rosse”.,

 

Legge di stabilità

 

Sembra scontato il ricorso al voto di fiducia sulla legge di Stabilità, all’esame della Camera. Il provvedimento dovrà infatti tornare al Senato per essere votato prima di Natale. Il Sole 24 Ore scrive che probabilmente oggi il governo chiederà la fiducia su un maxi-emendamento che accoglie tutte le modifiche introdotte nell’esame in Commissione bilancio. Tra le principali novità introdotte alla Camera, il fondo per la riduzione del cuneo fiscale, che sarà alimentato dai risparmi della spending review non impegnati e dalle maggiori entrate derivate dalla lotta all’evasione fiscale; un fondo di 950 milioni di euro per gli esodati; l’estensione su tutto il territorio nazionale della “carta acquisti”, la ex social card; una nuova formulazione della cosiddetta web tax, in cui non si prevede più l’obbligo di partita Iva italiana per chi fa commercio elettronico nel nostro Paese, mentre rimane questo obbligo per acquistare spazi pubblicitari e per il diritto d’autore; una riduzione dell’Imu per i terreni agricoli, una revisione della sanatoria per le cartelle Equitalia (non saranno dovuti interessi ma si dovrà pagare in un’unica soluzione entro il 28 febbraio), una sanatoria sui canoni non pagati dagli stabilimenti balneari, un aumento della iposta di bollo massima sui depositi titoli, con l’abolizione della imposta minima. Il quotidiano, in un altro articolo, si dedica in particolare al “fondo cuneo”, e scrive: “Così è stato smontato il fondo cuneo. Annunci forti, poi versioni sempre più snelle: discrezionalità, platea allargata, altre priorità”. Nelle pagine successive si dà conto delle parole di Giorgio Squinzi, che ieri ha parlato alla assemblea delle imprese automobilistiche e poi nel pomeriggio ha incontrato Letta. Ha invocato una politica “attenta alle esigenze delle imprese, perché il perno dell’economia è l’industria. Solo la manifattura può trainare la ripresa”.

Accanto, una intervista al presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria: “Basta raccontare favole, ora azione”.

 

Lavoro, legge elettorale, Renzi, Alfano

 

Su L’Unità: “Renzi: no al derby sull’articolo 18, lite con Alfano sulle riforme”. Scrive il quotidiano che è partito in salita il negoziato sul contratto di coalizione per il 2014, poiché ieri, in un faccia a faccia tra il neosegretario Pd e il leader del Nuovo centrodestra Alfano, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Vespa, si è assistito a 90 minuti di botta e risposta, dai diritti delle coppie gay alla innovazione nella macchina dello Stato, dai costi della politica a come cambiare le politiche del lavoro. Su quest’ultimo punto il leader Pd, secondo L’Unità, ha voluto mettere un punto fermo con queste parole: “Oggi non serve cambiare le regole per trovare lavoro”. Di fronte alle indiscrezioni di stampa che parlano di una proposta Pd per un contratto senza articolo 18 per i neoassunti, Renzi ha spiegato che: “L’articolo 18 interessa solo agli addetti ai lavori. Non ho mai conosciuto un imprenditore o un operaio che ne facessero una questione dirimente. Leggo sui giornali proposte di amici come Gutgeld o Faraone, ma prima di parlare del mio piano sul Lavoro, fatemelo presentare, lo faremo a gennaio. Se si riparte con il derby sull’articolo 18 è finita”. Renzi ha quindi spiegato le sue priorità in riferimento al mercato del lavoro: “Prima bisogna ridurre le norme da oltre 2000 a 50, affrontare i temi dell’energia e delle infrastrutture. La formazione professionale deve cambiare, ci deve essere un sussidio per due anni ma solo per chi frequenta i corsi, cambiare gli ammortizzatori sociali, estenderli anche ad artigiani e precari che perdono il lavoro”, “noi non siamo la Cgil. E non ho paura a dire che fino ad ora Confindustria e sindacati hanno gestito la formazione più per dare lavoro ai burocrati. E che anche i sindacati devono mettere online i loro bilanci”. Renzi ha anche ribadito l’attenzione alle proposte del segretario Fiom Landini: “Ha ragione, serve una legge sulla rappresentanza sindacale. E bisogna guardare al modello tedesco, dove i rappresentanti dei lavoratori siedono nei Cda”. Il quotidiano si occupa poi estesamente, anche nella pagina di fianco, delle proposte che potrebbe avanzare Renzi: “Allo studio un contratto ‘indeterminato ma flessibile’”. Si risale ad un commento di Renzi su Facebook del 15 novembre 2012, riferito all’allora senatore del Pd Piero Ichino, alla Leopolda: “C’è più sinistra nell’intervento di Ichino che in 10 anni di chiacchiere ideologiche di alcuni dirigenti del nostro partito”. Le strade di Renzi ed Ichino si sono poi divise, perché il professore non fu ricandidato dal Pd anche per le esplicite pressioni della segretaria della Cgil Camusso e passò con Monti e Scelta Civica. Ma ora le strade sembrano incrociarsi di nuovo, almeno sulla questione dell’articolo 18, perché la proposta del renziano Gutgeld prevede che a fianco dei contratti a tempo indeterminato, oggi tutelati dall’articolo 18 (obbligo di reintegra per le aziende sopra i 15 dipendenti), nasca una forma contrattuale a tempo indeterimnato per i neo-assunti che avrebbe non più l’obbligo del reintegro ma l’indennizzo. Un contratto indeterminato ma flessibile che dovrebbe sostituire tutti i contratti precari esistenti. Il giovane licenziato avrebbe per un certo periodo, che aumenta al crescere della durata del rapporto di lavoro, un sostegno economico, o sotto forma di indennizzo o di sussidio di disoccupazione, che gli consenta di trovarsi un nuovo lavoro. Una soluzione che somiglia molto a quella presentata a suo tempo dal professor Ichino. Sulla stessa pagina, intervista a Davide Faraone, renziano, oggi responsabile Welfare e scuola del Pd. “Il problema sono i milioni senza rete”, “concentrarsi sull’articolo 18 è sbagliato, fuorviante”, “fino ad oggi l’articolo 18 è stato un argomento che ha sostanzialmente impedito di entrare nel merito della questione”. Il nostro welfare, secondo Faraone, è costruito ancora su un modello anni 70, quando il lavoro era quasi sempre a tempo indeterminato, “era lo stesso lavoro per tutta la vita, e la pensione era calcolata con il sistema retributivo, e quindi sapevi che avresti avuto una entrata certa”. Oggi invece tutto questo riguarda una minoranza. Vanno quindi riformati i centri per l’impiego, perché si possa continuare a fare formazione. Sui rapporti con il sindacato: “Dobbiamo ritirarci dalle preclusioni ideologiche. Vengo dai Ds, mio padre era un dirigente della Cgil, ma oggi il problema della rappresentanza l’hanno i partiti ma anche i sindacati. C’è un vuoto, soprattutto tra i giovani”.

Sulla stessa pagina, opinione diversa mostra di avere Matteo Orfini: “Oggi nemmeno gli imprenditori chiedono più di abolire l’articolo 18, ma vogliono investimenti e opere pubbliche. Un job act che lo abolisse per i neoassunti sarebbe, nel migliore dei casi, completamente inutile”.

Il Corriere della Sera riferisce anche le parole pronunciate sulla questione dal presidente del Consiglio Letta: “Tutto ciò che fa più occupazione è benvenuto”, “questo è uno dei temi che affronteremo a gennaio”. Poi la reazione ai piani alti della Cgil: “Renzi sarebbe il nuovo? Quel che dice già lo avevamo sentito da D’Alema. Piuttosto, sugli aspetti della legge di stabilità che riguardano il lavoro, Renzi non si è sentito di dire nulla”.

Su La Repubblica: “Pd, è già lite sull’articolo 18. E Renzi frena”, “’Mai proposta l’abolizione’”. “Letta: ‘ciò che porta occupazione è benvenuto’”.

 

Ma tornando a L’Unità, si evidenzia come il tema più caldo nello scontro tra Renzi ed Alfano sia stato quello della legge elettorale. Renzi: “Nel 2005 il centrodestra l’ha cambiata con i voti della sola maggioranza. E’ stato un errore”, “io vorrei una larga condivisione da Sel a Fratelli d’Italia. La legge va fatta subito. La Camera deve votare la prima settimana di febbraio”. “Altrimenti alle europee i populisti ci portano tutti via. Questo non vuol dire tornare subito al voto come nel 1993. Se le cose si fanno, per me la legislatura può durare anche fino al 2018”.

Su La Repubblica: “Il segretario avverte la maggioranza: ‘intesa entro il 15 gennaio o salta tutto’”.

Su Il Giornale: “Renzi sbarra la strada ad Alfano”, “sulla legge elettorale: non si fa a colpi di maggioranza. E apre al Mattarellum indigesto al vicepremier”. Sulla pagina seguente: “Il Cav guarda al segretario Pd: asse possibile sul Mattarellum”, “’finalmente la sinistra ha un leader che riconosce il mio ruolo. Con lui intesa sulle regole del voto’”. Poi il quotidiano riferisce dello sfogo del Cavaliere: “Mi impediscono di essere al vertice PPE, è una repubblica giudiziaria”. I magistrati della procura milanese hanno infatti negato a Berlusconi il rilascio del passaporto, revocato ad agosto dopo la condanna in Cassazione.

 

Sul Corriere della Sera si racconta l’imbarazzo che aleggia nel PPE: Berlusconi è “assente forzato”, Alfano non è iscritto al gruppo ma invitato. Serpeggiano i timori di danni per il PPE alle europee per via delle divisioni italiane.

 

La Stampa intervista Sandro Bondi, senatore di Forza Italia: “Dico sì alle unioni civili. La destra si liberi del bigottismo”, “la penso come Renzi, il modello è quello tedesco”. Secondo Bondi il centrodestra è apparso su posizioni di puro conservatorismo su alcune questioni, mentre su altre, come l’immigrazione o i diritti dei cittadini stranieri, ha marcato le distanze dagli insegnamenti della Chiesa. Le sue posizioni sono maggioritarie in Forza Italia? “Sono posizioni diffuse ma che faticano a emergere”.

 

Forconi

 

La Stampa scrive che è stato il giorno del flop, quello della Marcia su Roma dei Forconi. Erano in 3000 a piazza del Popolo. Un Movimento che attrae una certa destra che sogna di tornare protagonista. Si sono anche affacciati personaggi tristemente famosi negli anni 70, come Gabriele Adinolfi, uno dei fondatori di Terza Posizione, e Adriano Tilgher, di Avanguardia Nazionale. Sulle 3000 persone presenti, per metà erano militanti di casa Pound, teste rasate, tute mimetiche, muscoli da palestra. Non c’erano i veneti indipendentisti di Chiavegato, assenti anche i Forconi del siciliano Mariano Ferro. C’era il divo Danilo Calvani di Pontinia-Latina, che ha esordito dicendo: “Noi italiani siamo la culla dell’occidente”, “il 9 dicembre è iniziata la liberazione da questi parassiti”, “siamo all’inizio di una rivoluzione mondiale, andate via dal nostro Paese, l’era dei farabutti, corrotti, mafiosi sta per finire”. L’altra metà del coordinamento del 9 dicembre ha tirato un sospiro di sollievo per l’insuccesso della manifestazione: sono i cosiddetti “trattativisti” che aspettano la convocazione del governo e che parteciperanno alla messa domenicale a Piazza San Pietro. Il quotidiano intervista anche lo scrittore Antonio Pennacchi: è di Latina e quindi consce bene Danilo Calvani. Qualche anno fa chiese a Pennacchi un incontro perché cercava una bandiera per il proprio movimento e quindi il cantore dell’Agro Pontino gli pareva perfetto: “gli dissi: se vuoi diventare un dirigente delle masse devi studiare, devi impadronirti della complessità, sennò resti un arruffapopolo. Non m’ha ascoltato. E infatti è rimasto un arruffapopolo”, “Questa è Vandea, jacquerie, luddismo”, dice Pennacchi. Nulla a che vedere, insomma, con il cosiddetto “fasciocomunismo”.

Corriere della Sera: “Il fallimento dei Forconi: ‘E’ finita, abbiamo perso”, “Attacchi a Napolitano: lui e la Merkel i nostri nemici”, “I moderati soddisfatti: la destra non ci colonizza”.

Il Giornale dedica due pagine alla protesta dei Forconi: “L’ira della piazza, fischi a Napolitano”, “Il popolo dei Forconi manifesta a Roma e subissa di insulti i politici, la Merkel, le banche e l’euro”. Nella pagina precedente: “A sorpresa il cardinale benedice i Forconi, ‘Il loro disagio è reale’”, “Bagnasco (Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ndr.) invita le istituzioni ad ascoltare le ragioni dei manifestanti. Intanto si moltiplicano gli interventi dei vip a sostegno della protesta” (in evidenza le dichiarazioni del presidente di Confindustria, di Flavio Briatore (“la gente non ne può più”, “li capisco”) e di Gigi D’Alessio (“Sto coi Forconi. Sto progettando un concerto in autostrada per far sentire la voce di chi soffre”).

Alle pagine Diario de La Repubblica si parla di “populismo”: “Dai forconi alla Finlandia, dai greci di Alba Dorata agli indipendentisti inglesi, tutta l’Europa scossa dalla recessione è attraversata da Movimenti di contestazione radicale”. “Se la politica in crisi insegue la protesta” è il titolo di una riflessione di Giancarlo Bosetti (“Vecchio o nuovo, il populismo tira la democrazia nella sua direzione ed entra in tensione con le procedure della rappresentanza. Non è una novità, tanto meno in Italia, dove per vent’anni il leader del centrodestra ha posto la volontà del popolo e il principio di maggioranza sopra tutti gli altri, ma il populismo è una sindrome che “cresce nel divario tra quel che le democrazie sono e quel che dovrebbero essere”). Sulle stesse pagine, una intervista allo studioso Yves Mény, autore di “Populismo e democrazia”: “Il movimento dei forconi assomiglia di più alla rivolta guidata da Poujade in Francia tra il 1955 e il 1956: piccoli commercianti e artigiani che non erano in grado di adattarsi ai cambiamenti sociali ed economici. Un fenomeno diverso dal populismo classico, che comunque aspira al potere. L’Italia è preda dei populismi perché il sistema è bloccato da troppo tempo e la classe politica si rifiuta di riformare se stessa”. Poi l’analisi di Mény si sofferma sul tratto comune dell’antieuropeismo alle proteste populiste europee, e suggerisce la soluzione intravista negli Usa. “Permettere a queste pulsioni di esprimersi a livello locale, dove si possono votare progetti di legge divergenti dalle decisioni federali”. Infine, Sigmund Ginzberg ricostruisce gli anni del poujadismo, la denuncia dello “stato vampiro” del cartolaio Poujade negli anni 50 in Francia.

 

Lampedusa

 

Il video girato clandestinamente nel centro di Lampedusa e diffuso dal Tg2 ha provocato, secondo quanto riferisce La Repubblica, una dura reazione dell’Ue. La commissaria agli Affari Interni Cecilia Malmstrom ha definito le immagini “spaventose e inaccettabili” ed ha annunciato che la Ue “ha già cominciato un’indagine”: “non esiteremo ad aprire una procedura d’infrazione”. Poi la Malmstrom ha fatto riferimento ai 30 milioni di euro che l’Italia riceve dalla Ue per la gestione dei flussi immigratori: “la nostra assistenza alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori può continuare solo se il Paese garantisce condizioni umane e dignitose nel ricevimento dei migranti”. Il quotidiano raccoglie lo sfogo di un operatore del centro di Lampedusa: “Che vergogna, non dovevano farlo, avremmo dovuto rifiutarci”, dice, riferendo però di aver dovuto “eseguire un ordine”, “lì c’erano altre persone, alcuni anche con il camice bianco”. L’autore della denuncia è un avvocato siriano che teme ritorsioni ed è stato minacciato. Sarà ascoltato oggi dai magistrati di Agrigento. Il centro è gestito dalla “Lega Coop Sicilia”, che ha annunciato la rimozione dei responsabili, ovvero gli amministratori di “Lampedusa Accoglienza”.

 

Polemico il titolo de Il Giornale: “A Lampedusa il ‘lager’ delle Coop rosse”, “il centro per immigrati gestito dalla sinistra”.

 

Evasione

 

Sull’evasione del serial killer (tre omicidi) in permesso, segnaliamo una intervista su La Repubblica al direttore del carcere, Salvatore Mazzeo, che conferma come l’Amministrazione del penitenziario di Marassi non sapesse che si trattasse di un omicida plurimo: “sappiamo dei tre omicidi, conosciamo i precedenti, anche e non abbiamo il suo fascicolo, che riguarda una carcerazione diversa e che rimane all’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia. Da noi è arrivato nel 2006 per rapina e si è fatto sette anni di carcere con una condotta regolare. Sarebbe uscito tra un anno”.

Anche su La Stampa il direttore conferma: “Per noi era un rapinatore”, “voleva reinserirsi dopo il carcere, imparare a fare il panettiere”. In carcere organizziamo corsi, “perché la detenzione deve essere riabilitazione, rieducazione”, e poi “sono passati quasi trenta anni, le persone cambiano, devono essere valutate per come sono ora”.

 

Internazionale

 

I quotidiani danno conto ampiamente di quello che La Stampa definisce uno “schiaffo” a Putin da parte del Presidente Obama. Gli Usa saranno rappresentati alle Olimpiadi invernali di Sochi, in Russia, da due gay: la tennista King (ora ha 70 anni e da sempre si batte contro l’omofobia) e dal giocatrice di hockey Cahow, anche lei orgogliosa rappresentante della omosessualità femminile. La portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Hayden ha spiegato: “I nostri atleti rappresentano il meglio dell’America”. Nella delegazione americana non ci sarà nessun membro dell’Amministrazione presidenziale né del governo.

 

“Giochi di guerra”, e “Russia gelo olimpico” sono i titoli che illustrano le pagine R2 de La Repubblica dedicata alla sfida di Obama. Ne parlano Vittorio Zucconi e Federico Rampini

Billy Jean King fu la prima sportiva a dichiararsi lesbica. Seguì l’hockeyista Cahow. Ora la King è diventata una icona gay.

 

Alle pagine economia de La Repubblica la decisione della Fed di tagliare gli stimoli all’economia: perché la Fed “comincia a crederci”, ovvero crede possibile che una ripresa americana sia capace di reggersi sulle proprie gambe.

Su Il Sole 24 Ore: “La Fed rallenta gli acquisti”.

La seconda pagina del Corriere è invece dedicata alla intesa raggiunta nella Ue per i salvataggi bancari, con importanti concessioni da parte dei tedeschi. Il ministro del tesoro Saccomanni lo definisce un risultato storico e, come evidenziato da Repubblica, dice anche che è stata “sventata una nuova Lehman Brothers”. E’ il risultato della riunione Ecofin, alla vigilia del vertice Ue: “Unione bancaria al traguardo. Concessioni tedesche sul meccanismo unico di gestione delle crisi”, titola Il Sole 24 Ore.

 

E poi

 

Da segnalare le prime tre pagine de La Stampa dedicate al “rapporto choc su Stamina”: non ci sono cellule staminali. Dai pareri dei Nas e da quelli del comitato ministeriale di esperti emerge anche il rischio di contrarre il morbo della mucca pazza. Va avanti l’inchiesta su Vannoni e il procuratore Guariniello starebbe indagando per associazione a delinquere. E tra le storie raccontate, “un’altra famiglia denuncia: ‘ci ha truffato 40 mila euro’”.

 

 

 

 

 

 

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