Russia sospesa, niente G8 a Sochi

Il Corriere della Sera: “Russia punita, sospeso il G8”. In alto, il voto francese che “scuote la Ue. Renzi avverte: il disagio esiste”. L’editoriale è dedicato a Forza Italia, “un partito in trappola”.

La Repubblica: “Obama: Russia fuori dal G8”, “Parla il presidente Usa: ‘Il patto sacro con l’Europa non cambierà mai’”. Il quotidiano ha in prima un’intervista ad Obama con copyright De Wolkskrant che viene così sintetizzata: “’Se Putin non si ferma sarà sempre più isolato’”.

In apertura a destra: “Le Pen lancia il fronte anti-Ue, ‘Via dall’Unione’”.
A centro pagina: “Expo, Cl nel mirino dei pm, ‘Così pilotavano gli appalti’”.
La Stampa: “Salta il G8 in casa della Russia. Obama: all’Europa il nostro gas”.
In apertura a sinistra: “Il voto francese allarma l’Italia, ‘La Ue rifletta’. Renzi: prendere atto del disagio”.

Il Sole 24 Ore: “Obama: G-8 senza Putin. Borse in trincea sulla crisi. Europa in calo (Milano -1,6 per cento), lo spread risale a 184”. “A giugno G-7 a Bruxelles, niente vertice a Sochi per ritorsione all’annessione della Crimea”. Di spalla: “Ue, allarme Le Pen. Napolitano: non attacchi contro l’unità europea. Renzi: si reagisca con la crescita”.
Il Fatto: “Rivolta contro l’euro”, “Il voto francese e il trionfo del partito guidato dalla Le Pen indicano una fronda contro l’Unione europea che adesso rischia di contagiare molti altri Stati del continente in vista delle urne di maggio. Dietro questo risultato posizioni politiche reazionarie e svolte populiste. Ma anche la rabbia di una crisi fatta pagare solo ai ceti medi e bassi”. In taglio basso: “Finmeccanica, le mazzette arrivano nei borsoni della squadra di calcio”.

L’Unità: “L’Europa ci lascia Le Pen”. “La Leader del Fn lancia la battaglia di Bruxelles: ‘Euroscettici uniamoci’. Napolitano: attenti a chi scredita l’unità europea”. A centro pagina: “Voto di scambio mafioso, blitz di FI”, dove si parla dei 1200 emendamenti presentati da Forza Italia al disegno di legge sull’articolo 416 ter.

Il Giornale: “Renzi non vuol pagare. Il premier sceglie di saldare in ritardo i debiti con le imprese. E scatta la multa da 800 milioni. Magistrati sulle barricate: niente tagli ai nostri stipendi”.

 

Obama, G-8

Nell’intervista con copyright De Wolkskrant al presidente Usa, che La Repubblica riproduce, Obama dice che “l’Ucraina non deve scegliere tra Est e Ovest ma il suo popolo deve poter decidere liberamente del suo futuro”, “La Nato resta l’alleanza più forte ed efficiente nella storia dell’umanità. Noi non dovremo mai abbandonare il valore della nostra difesa collettiva”, “Ci sono ancora troppi arsenali nucleari che rischiano di finire in mani sbagliate. Voglio un pianeta senza armi di distruzione di massa”.
Il Corriere racconta le decisioni di ieri del G7: “Russia condannata dall’Occidente all’isolamento”, nel senso che non si farà il G8 di Sochi. Il documento finale dei 7 dice che “invadendo la Crimea Mosca ha violato tutti i principi basilari sui quali è fondato l’ordine internazionale: una minaccia che va, quindi, ben oltre quello scacchiere e che tocca tutti. Il G7 si sforza di mostrare che non solo gli Usa ma anche il Giappone, e l’Europa (nell’organismo sono rappresentati Gb, Francia, Italia e Germania) sono compatti e decisi ad andare fino in fondo con le sanzioni se la Russia non arresterà la sua aggressione nei confronti dell’Ucraina”.
Il quotidiano spiega anche che quella di ieri “non è una vera espulsione”, quanto piuttosto una “sospensione”. Se la Russia accettasse di avviare un processo di “de-escalation”, ha spiegato ieri Ben Rhodes, numero due del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, il dialogo potrebbe ricominciare. “Non si può parlare di una nuova Guerra Fredda”, ha detto ancora Rhodes ieri, non perché la situazione non sia grave ma perché oggi – a differenza del passato – la Russia non è a capo di un “blocco” ma è sola, “totalmente isolata”. Solo che né la Cina né i Brics per ora aderiscono alle sanzioni nei confronti di Mosca.
Sulle decisioni prese dai 7 a L’Aja La Repubblica spiega: “’La Russia sospesa dal G8′, i 7 Grandi puniscono Putin. Mosca: ‘Nessuno può espellerci’”, “L’incontro fissato a Sochi si terrà a Bruxelles”.
La Stampa: “Il G7 cancella il G8 della Russia”. E un “retroscena” illustra la strategia del presidente Usa: “Obama prepara la guerra economica e apre i rubinetti del gas americano”, “Primo ok all’export verso l’Ue. Preoccupano i movimenti delle truppe russe”.
Secondo Il Sole 24 Ore: “la Russia già inizia a sentire il peso delle sanzioni”, tanto che il presidente di Sberbank parla di “rischio recessione” e il viceministro dell’Economia russo vede un “problema di stagnazione”. Il rischio più alto che sta correndo l’economia russa è quello dell’isolamento. Ma il rallentamento dell’economia russa, ben prima della crisi ucraina, era nel rallentamento della domanda interna, e dalla necessità di rafforzare gli investimenti interni, mentre i capitali russi tendono ad emigrare invece che a lavorare in patria.
Da segnalare infine una intervista all’Amministratore Delegato di Eni Paolo Scaroni, sul Corriere. Sulla Russia e la Crima dice “non voglio fare valutazioni politiche, che non mi appartengono, ma Putin evidentemente non poteva permettersi di perdere uno dei suoi unici cinque porti con un pescaggio superiore ai 14 metri, in grado quindi di ospitare la marina di guerra”. Sulle sanzioni “come faremo senza il gas russo?”. Risposta: “Non credo si arriverà a tanto. Comunque in Italia, a differenza di altri Paesi, abbiamo diversificato le forniture e se tutte le altre nazioni rispettassero i loro contratti potremmo fare a meno del gas russo. L’Algeria è uno dei nostri fornitori, il 4 aprile andrà al voto, ma la situazione è molto stabile”. Oggi Scaroni sarà a Washington per incontri con il Dipartimento di Stato Usa. Il titolo è: “‘Europa in ordine sparso sull’energia, così non sarà mai una grande potenza. L’esempio americano. Sul gas la Germania dipende per oltre un terzo dalla Russia”.

 

Marine Le Pen, Francia, Europa

Su La Stampa un reportage dal Sud della Francia: “Nel Midi dove il Fronte trionfa, ‘Arruoliamo i delusi di sinistra’”, “A Béziers l’exploit del fondatore di Reporters sans frontières: i veri libertari siamo noi”. Si tratta di Robert Ménard, che nega di essere di destra, ma aggiunge “di certo non di sinistra”. Nella pagina precedente, un’intervista a Marine Le Pen: “’È soltanto l’inizio. A maggio vinceremo in tutta l’Europa’”, “Marine Le Pen chiama a raccolta gli euroscettici, ‘Grillo? Mi odia, ma abbiamo gli stessi obiettivi”.

Su La Repubblica: “Marine Le Pen chiama i no-euro, ‘Il M5S è come noi, alleiamoci”, “L’estrema destra francese va al secondo turno in 250 Comuni”. E sulla stessa pagina si legge che “Un terzo del nuovo Parlamento (europeo, ndr.) rischia di finire in mano agli anti-Ue”. Bernardo Valli, sullo stesso quotidiano, racconta il “personaggio” Marine Le Pen: “Laicità e guerra a Bruxelles, così la ‘pasionaria’ Marine ha guidato il trionfo del Fn”, “La Francia delle periferie sedotta dalla Le Pen”.
Da La Repubblica segnaliamo un’analisi di Nadia Urbinati: “Le sfide dell’Europa dopo il voto francese”.

Ancora tra le analisi, da segnalare una pagina de L’Unità, firmata da Paolo Soldini, e dedicata ai movimenti anti-europeisti in crescita “dalla Scandinavia al Belgio”. “I sondaggi al momento non li premiano, ma i partiti di protesta sono sempre sottostimati”.

E sul Sole 24 Ore: “Dietro il populismo redditi in calo e disoccupazione”, con una scheda dedicata ai tassi di disoccupazione nelle varie regioni di Francia, Gran Bretagna, Olanda, Italia e Grecia”. “Dall’inizio della crisi a oggi in molte regioni europee si sono accentuate le disuguaglianze”.

L’editoriale del direttore de Il Giornale Sallusti è dedicato al voto francese, e dà conto di una conversazione con Marine Le Pen, una “cena a Parigi circa un mese fa”, in un “bel ristorante in centro a Parigi”. “‘Solo un anno fa non avrei potuto cenare qui'” , diceva la Le Pen a Sallusti. “‘Alcuni mi avrebbero insultata, altri se ne sarebbero andati per protesta, disgustati dal fatto di dover cenare al mio fianco. Invece guarda oggi: nessuno fiata; anzi, in molti mi fanno un sorriso di saluto. Non sono più la fascista, mi vedono come l’unica speranza di salvezza dall’Europa predona’”. “La sua fortuna – mi spiegò – era che la sinistra e la destra moderata erano ferme su un appoggio incondizionato all’euro e all’Europa che lo ha generato. Lo stesso errore – disse – che state commettendo in Italia. Le imprese chiudono, e voi fate gli ossequiosi con la Merkel”.

Un altro articolo su Il Giornale, firmato da Stenio Solinas, tenta di rispondere alla domanda: “perché in Italia non esiste un Front National”. “Con il Msi aveva radici comuni, ma i suoi eredi le hanno dilapidate. Ricaduti in vecchi schemi, non hanno capito la forza del populismo”.

Il Sole 24 Ore, in una analisi di Marco Moussanet, si sofferma sulle promesse fatte dal Front National: “la Le Pen ha annunciato che ridurrà le imposte locali in tutte le città – cinque o sei – che ha già conquistato o che conquisterà domenica prossima. Facile da dire, più difficile da fare. Almeno sul medio periodo, visto che i bilanci comunali non consentono grandi libertà di manovra”.

Alla pagina dei commenti del Corriere, Jean Marie Colombani si sofferma sulle dichiarazioni della Le Pen che ha dichiarato che “stiamo assistendo alla fine della bipolarizzazione della vita pubblica e alla nascita del tripolarismo”, e sull’atteggiamento della destra e della sinistra. L’Ump si chiude in “un atteggiamento alla Ponzio Pilato”, mentre Hollande dovrebbe “cambiare governo”, il che “significa naturalmente una équipe diversa con un primo ministro diverso”.

 

Berlusconi, Italia, Europa

Su Il Giornale: “Berlusconi striglia tutti: ‘Stop agli interessi personali'”. Con una nota ieri il leader di Forza Italia ha invitato “la classe dirigente” del partito a “fare quadrato per battere la sinistra”. Il quotidiano racconta dell’incontro di ieri sera ad Arcore, con la famiglia Berlusconi, Mariarosaria Rossi, Francesca Pascale, Toti, Ghedini, Verdini, i capigruppo Brunetta e Romani, il capo delegazione al Parlamento Europeo Baldassarre. Una “sorta di conclave” con “l’intento di sciogliere i nodi che ingarbugliano il partito”, dalle candidature europee all’organigramma del partito, dal “nodo successione” alla linea politica “post 10 aprile”. Berlusconi ieri ha nominato 30 membri effettivi più altri 37 senza diritto di voto, che rappresentano “tutte le anime del partito”, con dentro “tutti i big”, da “Brunetta a Capezzone, passando per Fitto e Carfagna”. Nella nota che ha diffuso l’ex Cavaliere ha però criticato alcune “lunari dichiarazioni che non corrispondono minimamente alla realtà del nostro movimento”, ed ha invitato tutti a fare “uno sforzo per mettere da parte interessi personali, ambizioni individuali e la difesa di rendite di posizione assolutamente incompatibili con questo percorso”. “Sono certo che tutta la nostra classe dirigente saprà fare quadrato per respingere ogni egoismo e per costruire insieme la Forza Italia del futuro”.

L’editoriale del Corriere della Sera firmato da Luciano Fontana è dedicato a Forza Italia, un partito in cui “la battaglia politica per il potere” si “mescola alla dynasty familiare”. Quanto alla politica, “c’è solo una manifesta ostilità alle politiche rigoriste di Bruxelles, sulla scia dei movimenti populisti”, “una confusione pericolosa per un partito che fa parte dei Popolari europei”, mentre “tutto il resto è un conflitto che si concentra esclusivamente sui capilista”, come se “la posta in gioco fosse chi vincerà tra la fidanzata di Arcore e i discussi boss politici Denis Verdini e Raffaele Fitto”. Secondo Fontana, Berlusconi deve “aprire finalmente un confronto vero sul futuro del suo movimento, preparando tutti i passi per una nuova leadership e una rinnovata piattaforma programmatica” per il suo movimento. E la leadership deve “nascere da una vera battaglia e da una vera selezione, come è accaduto nel centrosinistra, con primarie e rottamazione della vecchia classe dirigente”.
Intanto ieri Renzi – commentando brevemente il voto a margine del G8, da cui poi è tornato in anticipo rispetto alle previsioni, saltando la cena – ha detto che l’Europa deve prendere atto dell’antipolitica esptressa del voto francese. Il Corriere sintetizza: “Renzi: ‘c’è disagio’. I leghisti esultano. I M5S: siamo diversi”.

Sul Sole 24 Ore si parla del “duello Renzi-Grillo e si offre il commento di Paolo Bellucci, professore di Scienza della politica all’Università di Siena: “Questa volta non sarà possibile valutare il voto europeo semplicemente come una elezione di secondo ordine, come da sempre viene classificata. Questo è il primo voto che mette in in gioco davvero l’Europa, perché arriva dopo la prima durissima crisi e perché per la prima volta i cittadini europei hanno sentito sulla loro pelle la politica di Bruxelles”. Bellucci dice che Renzi ha torto nel dire che questo non è un test sul suo governo, “in ogni elezione il consenso, ma anche la partecipazione al voto, dipende da due fattori: popolarità del governo e fiducia dei consumatori”. E dice di vedere “per la prima volta da quando faccio questo mestiere” una “possibile forte mobilità del voto”, perchè “Renzi è probabilmente in grado di attrare consensi di chi non votava Pd ma tutto dipenderà dalle performance del governo”.

Su L’Unità viene intervistato Piero Fassino. Sul voto di maggio e il governo dice che “è nato da poco, troppo presto per dare un giudizio elettorale sul suo operato”. “I rischi di una suggestione populista si avvertono anche da noi. Da una inchiesta sull’orientamento dei cittadini emerge che l’atteggiamento di consenso nei confronti della Ue si è drasticamente ridotto. Sarebbe sciocco leggere quello francese come un voto che ha solo carattere nazionale”.

 

Internazionale

Su La Repubblica: “Condannati a morte 530 Fratelli musulmani”, “Egitto, pugno duro dei militari: ‘Colpevoli di violenze’. La replica: ‘Sentenza grottesca’”.
Anche sul Corriere: “Oltre 500 condanne a morte contro i Fratelli Musulmani. Comminate assieme per l’uccisione di un poliziotto. Per Amnesty Internatioina.l si tratta di una ‘sentenza grottesca’.

Tutti i quotidiani danno conto dell’annuncio ieri del premier malese Najib Razak: Il Boeing della Malaysia Airlines è precipitato nell’Oceano Indiano meridionale. “Nessun superstite tra i passeggeri”. “L’ultima posizione del volo scomparso l’8 marzo scorso rilevata a ovest di Perth”, dove sono in corso le ricerche, dopo che nei giorni scorsi alcuni rottami forse dell’areo erano stati avvistati da cinesi e australiani. Resta il mistero sulle ragioni della caduta e sul motivo per cui l’areo si trovasse a migliaia di chilometri dalla sua rotta. “L’aereo non doveva essere su quella rotta verso Sud. Resta un buco di oltre 7 ore”, scrive il Corriere della Sera in un articolo dedicato al “giallo”.

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