COSE DELL'ALTRO MONDO

Riccardo Cristiano

Giornalista e scrittore

L’elmetto dei patriarchi siriani e l’inno ad Assad

Il 15 agosto da questa parte del mondo fa caldo. Difficile escludere che facesse caldo nei pressi della siriana Saydanaya, dove oltre al più famigerato mattatoio del regime siriano si trova anche il monastero di Saint Aphrem,  ma certamente gli ambienti dove si sono riuniti le loro beatitudini siriane erano refrigerati. Eppure il siraco ortodosso Aphrem II,  il greco ortodosso John X e il melchita Joseph Absi, alla presenza dei capi delle Chiese cristiane damascene, non sembra che ne abbiano tratto giovamento. Infatti hanno deciso di reiterare il loro dolore per la persistente diminuzione dei cristiani in Siria. Giustissimo, ma non si sono chiesti come mai questo accada, visto che il regime vince da tempo, ma loro lo lamentano ugualmente, senza spendere una parola per gli altri, cioè per i siriani che furono detenuti o sequestrati dall’Isis e dei quali nulla si sa, dei siriani che furono detenuti o sequestrati dal regime e dei quali nulla si sa, dei milioni e milioni di siriani fuggiti all’estero e che se rientrano vanno in carceri-lager, dei milioni di siriani sfollati interni che non possono tornare nelle loro case. Per tutti loro non c’è menzione. Come per i morti attribuiti in questi giorni da un parente dello stesso Assad al regime del suo consanguineo. “I cristiani sono una componente essenziale del tessuto sociale nazionale e regionale.” Su questo hanno certamente ragione, ma non sarebbe stato eccessivo sperare che anche i milioni di torturati, le migliaia di violentate nelle carceri del regime siriano venissero ricordati come componente essenziale del tessuto sociale nazionale. I patriarchi “hanno pregato per il ritorno dei due vescovi rapiti,  Paolo Yazigi e Mar Gregorious Youhanna Ibrahim.” Anche questo è pienamente condivisibile e certamente condiviso da tanti, ma anche gli altri tre religiosi cristiani sequestrati in Siria, incluso padre Paolo Dall’Oglio, avrebbero potuto meritare un loro ricordo se non una specifica preghiera, sebbene non siano vescovi.  Ma forse  padre Paolo da loro non avrebbe voluto essere ricordato e il capoverso successivo del comunicato spiega forse perché. “I padri hanno acclamato la vittoria della leadership, dell’esercito e del popolo della Siria sul terrorismo che mira a indebolire e dividere la Siria: hanno richiamato l’unità del popolo e la loro solidarietà con lo Stato e le sue legittime istituzioni.” Le sue legittime istituzioni… Figlie di un golpe militare di mezzo secolo fa e dei suoi infiniti apparati di sicurezza, per fermarsi a questo. Non c’è nel documento una parola per Idlib, per i milioni di sfollati, per i villaggi distrutti da cannoneggiamenti indiscriminati, per i raccolti bruciati dalle “legittime istituzioni” e dal suo esercito, per gli ospedali distrutti. Questo documento sembra mirare a cancellare la lettera che Papa Francesco ha scritto ad Assad, per Idlib, per gli espulsi, per gli sfollati, per i torturati, per le violentate, per gli operatori sanitari. L’elmetto dei patriarchi è duro come tutti gli elmetti, ma sembra puntare  contro il testo di Papa Francesco. Solo la frase finale, probabilmente frutto di un’altra penna, di un’altra visione, di un’altra idea di cosa sia il cristianesimo, riesce ad ammorbidire l’incredulità: vi si legge che serve una visione comune “in uno Stato edificato sulle fondamenta della democrazia, sulla legalità, sull’uguale cittadinanza e sul rispetto delle diversità.” Tutto quello che in Siria non c’è e non può esserci con la giunta di Assad e dei responsabili di crimini contro l’umanità. Solo questa frase riconosce, ricorda e tutela il grande messaggio di Papa Francesco per la Siria che ha cambiato il mondo. Proprio questa frase fa capire l’enormità dello sforzo del vescovo di Roma per salvarci, anche da chiese etniche e dal conseguente cesaropapismo.      

  1. Buona sera
    Il mio incoraggiamento va a Papa Francesco, questo sono lupi travestiti d’agnelli, lì non dimora l’amore di Dio, Papa Francesco grida insieme a noi per la VITA…..
    LA guerra è solo un ingiusta e disumano dolore
    basta ⛔ basta ⛔
    La libertà che è di diritto dato da Dio. Denunciamo sempre tutto quello che sta accadendo….
    Chi ama Dio prega insieme.
    RICORDIAMOCI E CREDIAMOCI ✌️💚CHE DIO È AMORE 💕🙏

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