Pasquale Ferrara nominato
presidente di Reset DOC

Nella sua lunga carriera diplomatica ha ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di direttore politico del ministero degli Affari Esteri e ambasciatore d’Italia in Algeria.

In seguito alle dimissioni da presidente esecutivo di Reset Dialogues on Civilizations di Giancarlo Bosetti, che ne è stato il fondatore insieme a Nina zu Fürstenberg venti anni fa e che ha chiesto di lasciare questa funzione direttiva dopo un così lungo mandato, l’ambasciatore Pasquale Ferrara è stato nominato per assumere la stessa funzione alla guida dell’associazione internazionale no profit, nata dall’eredità della rivista Reset. Già direttore politico del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dal 2021 al 2025, Ferrara porta alla presidenza di Reset un profilo di alto livello istituzionale e accademico. Nel corso della sua carriera diplomatica, è stato inviato speciale dell’Italia per la Libia e ha ricoperto incarichi di durata quadriennale all’estero a Santiago del Cile, Atene, Bruxelles presso l’Unione Europea e Washington. Dal 2016 al 2020 è stato ambasciatore d’Italia ad Algeri. Tra il 2011 e il 2016 Ferrara ha svolto l’incarico di segretario generale dell’European University Institute (EUI) di Firenze, ed è attualmente docente a contratto di Diplomazia e Negoziato presso la LUISS Guido Carli e di Politiche attive e preventive per la pace presso l’Istituto universitario Sophia di Loppiano (Figline e Incisa Valdarno). Il suo ultimo libro è Cercando un paese innocente. La pace possibile in un mondo in frantumi (2023).

Dimissioni e nomina sono state approvate dal Consiglio di amministrazione composto da Marina Calloni, Piergaetano Marchetti, Francesco Micheli, Markus Reinhard e Alberto Saravalle, oltre che dagli stessi Bosetti e Ferrara. Bosetti rimane a bordo con il ruolo di vicepresidente.

Entrambi, presidente e vicepresidente, sottolineano che questo “è un passaggio di testimone nel segno della continuità, sempre aperta a nuovi scenari. La missione di Reset DOC resta quella di promuovere il pluralismo, il mutuo riconoscimento e il dialogo tra culture e religioni, come parte di un impegno più ampio per una democrazia liberale inclusiva e per la tutela dei diritti umani e della dignità delle persone e dei popoli, compito reso ancora più urgente di vent’anni fa da un mondo attraversato da guerre, polarizzazioni e tendenze autocratiche”.

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