Via al governo Letta

Oggi una edizione rapida della rassegna italiana

 

Le aperture

 

Il Corriere della Sera: “Spari e paura nel giorno del governo”. “Sei colpi davanti a Palazzo Chigi, colpiti due carabinieri: ‘Puntavo ai politici’”. A centro pagina: “Letta alla prova fiducia: prima casa senza l’Imu”.

 

La Repubblica: “Volevo uccidere i politici”. Di spalla: “Il piano Letta Saccomanni per ridurre l’Imu e salvare gli esodati”.

 

La Stampa: “’Volevo sparare ai politici’”. “Un disoccupato esplode 12 colpi davanti a Palazzo Chigi. Feriti due carabinieri, uno gravissimo. L’attentato mentre giura il governo. Choc tra i ministri. Letta: ciascuno faccia la sua parte”. A centro pagina: “La deputata che imbarazza Grillo: ‘I gesti di follia colpa degli inciuci’”.

 

Il Giornale: “Il grilletto. Dopo mesi di irresponsabile campagna d’odio da parte di Grillo & C., arrivano le pallottole. Mentre il governo giura, un disoccupato ferisce due carabinieri e una donna incinta davanti a Palazzo Chigi. ‘Puntavo ai politici’”. L’editoriale di Alessandro Sallusti è titolato: “Nessuno si arrenda: via l’Imu”.

 

Libero: “Scemi di piombo”. Il quotidiano scrive che “sul blog di Grillo è un delirio tra chi inneggia all’attentatore e chi l’accusa di essere prezzolato dalla casta”.

 

Governo

 

Intervistato dal Corriere della Sera, il deputato Pd Stefano Fassina dice che il governo Letta è “un buon compromesso per avviare la Terza Repubblica” e sul suo nome dice che “è prevalso un segno di continuità con il governo Monti che una figura come la mia non poteva garantire. Capisco la scelta di tenermi fuori”, “spero che sin dai primi atti, e in particolare dalla necessaria nota di aggiornamento al Def, i rischi di continuià sulle politichedi austerità e lavoro siano fugate”.

Sullo stesso quotidiano viene intervistato Fabrizio Barca. Dice che se fosse parlamentare non farebbe mancare il suo voto di fiducia, “in queste circostanze una coalizione è o coesa o non lo è”, ma “allo stesso tempo richiamerei il partito alla terribile responsabilità assunta da chi ha affosato Prodi”. Un’altra parte dell’intervista è dedicata a Renzi, definito nel titolo “complementare” a Barca.

Il Corriere intervista anche Niccolò Ghedini. Titolo: “Situazione non chiara, nessuno è entusiasta”. E: “non darà la fiducia per ragioni di salute”, ma precisa di non aver mai detto di essere contrario al governo. “E’ una sorta di governo di emergenza nazionale. Nessun governo poteva incidere di più”.

“Il Cavaliere dovrebbe abbandonare il mestiere di imputato e lavorare perché l’Italia risorga” dice invece Giuliano Ferrara, intervistato dallo stesso quotidiano. “Silvio ora pensi in grande e lasci stare Ghedini”. “Berlusconi si deve rendere conto che nessuno è in grado di fermare i processi che lo riguardano. Processi che sono il frutto di un accanimento fazioso, processi ingiusti”, ma “non c’è niente da fare”. “E’ legittimo che Ghedini faccia di tutto per evitare le condanne e anche per evitare il processo”, ma Berlusconi “deve cessare il mestiere dell’imputato”.

 

Su La Repubblica una intervista al vicepresidente del Csm Michele Vietti, che parla dell’attentato di ieri: “Vedo troppa disperazione, il compito della politica ora è ricostruire la fiducia”.

Su La Stampa viene intervistato il presidente del Senato Pietro Grasso: “La politica misuri il linguaggio, l’odio è contagioso”.

 

E poi

 

Da segnalare alle pagine R2 de La Repubblica un reportage di Bernardo Valli dall’Iraq: “Nella guerra infinita di Bagdad”.

Su La Stampa spazio per la alla blogger cubana Yoani Sanchez, contestata ieri al festival del giornalismo di Perugia. “Mi ha salvata l’informatica, trampolino verso la libertà”, il titolo dell’articolo che dà conto della serata, e della risposta della Sanchez all’accusa che i contestatori filocastristi le fanno. “E’ falso che io sia protetta dal consolato americano”.

Su Il Giornale una intervista alla leader del partito conservatore norvegese Erna Solberg, “probabile prossimo primo ministro” del Paese, che tra poco è chiamato alle elezioni. Si dice pro-Europea, ma “sono anche pragmatica, e so che non è questo il momento per chiedere ai norvegesi se vogliono aderire al progetto europeo, la percezione della Ue è ai minimi storici”.

Su tuti i quotidiani le cronache dal voto in Islanda. Dal Corriere: “Islanda, svolta a destra, così anche al nord vince la protesta anti-Ue”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *