L'ASINO DI BURIDANO

Massimo Parodi

Professore di Storia della filosofia medievale all'Università Statale di Milano.

Il dono della sintesi / 2

E’ probabilmente la crescente consapevolezza socratica del sapere di non sapere che fa apprezzare l’aspetto teorico e problematico di certe formule sintetiche capaci di condensare in poche parole una complessità difficilmente maneggiabile in termini analitici, richiamando problemi complicati senza alcuna pretesa di semplificazione ma ispirando speranza nella possibilità di una convivenza dialettica nella contraddizione.
Qualche post fa avevo espresso la mia ammirazione per una breve frase, letta su un muro, che riusciva ad alludere a un intricato insieme di questioni politiche e sociologiche, mentre oggi l’entusiasmo nasce da una ancor più breve formula di saluto che, per l’alto livello a cui è stata pronunciata, per l’importanza del contesto, per la vivacità del protagonista, non può non essere frutto di lunghe riflessioni che hanno trovato piena espressione in tre semplici parole.
Vi troviamo riferimenti alla storia dell’emigrazione italiana in America latina, al rapporto tra potere temporale e potere spirituale, al secolare italico conflitto tra guelfi e ghibellini, cattolici e laici, al rapporto tra culture locali e mondo globalizzato, persino alla distinzione fra errore ed errante.
L’8 giugno scorso, in occasione della sua visita a papa Francesco, il presidente Napolitano è accompagnato anche dal ministro degli esteri, la radicale Emma Bonino alla quale non erano stati risparmiati duri attacchi da parte cattolica in occasione della sua candidatura a presidente della regione Lazio – solo tre anni fa -, quando su Avvenire si leggeva della incredibile pretesa della superabortista e iperliberista candidata a governatore del Lazio di rappresentare addirittura i valori cattolici.
Dopo la stretta di mano, il papa argentino, dal cognome e dalle lontane origini piemontesi, si rivolge all’esponente politica nativa di Bra ricorrendo a un termine dialettale, derivante probabilmente da una corruzione di vostra signoria, tipico del profondo Piemonte e ignorato dalla maggior parte delle persone che vivono al di là, non solo del Ticino, ma forse persino del Sesia e dell’appennino ligure. La saluta con le parole Cerea signor ministro.
Meraviglioso!

  1. Dono della sintesi? Allora proviamo a dirla così:
    1. papa Bergoglio: come meglio avrebbe potuto fare per dimostrare/suggerire che lui viene, si, dalla fine del mondo ma è in grado di capire perfettamente l’Italia e perfino la Bonino?
    2. neomedievalismo e comunità emozionali: se i francesi si tenessero un filo aggiornati su quanto esce nel mondo invece di frastornarsi da soli nell’ammirazione della propria perfezione (parlo per gli intellettuali-di-professione, naturalmente) avrebbero saputo che da anni negli USA c’è una corrente di indagine – sulla quale si può concordare o no, ma non è questo il punto – sulle emotional communities, che nel 2007 ha dato luogo ad un libro (Emotional communities in the Early Middle Ages), di Barbara H. Rosenwein, della Loyola University di Chicago: per dire che non c’è proprio materia per pensare a condizioni antropologiche post-medievali, ma semmai a faccende tipo l’aggiornamento culturale;
    3. il suicidio in chiesa fa tanto Gobbo di Notre Dame e, detta da laico, non mi sembra che abbia molto a che fare né con il cristianesimo né con il medioevo, ma soltanto con il fatto che Notre Dame potrebbe essere ritenuta il luogo simbolico e primario di una comunità emozionale che si riconosce nelle proprie origini identitarie … anche quelle dell’Action Francaise, per dirne una.
    Ovviamente magari sbaglio. Detta così può sembrare una frase di una superbia senza confini … ma giuro che non lo è!

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