Perché lo sconfitto è il Pd di Bersani

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In queste elezioni il Pd, da solo senza SEL, ha preso alla Camera 8milioni e 642.700 voti; alle politiche del 2008 ebbe più di 12 milioni, esattamente 12.095.306, da solo senza Di Pietro. Ne ha persi dunque per la precisione 3.452.606.

Berlusconi è passato da più di 13milioni e mezzo a 7 milioni e 300mila. Ha fatto dunque anche peggio, si è quasi dimezzato. Ha perso di più, ma considerati i danni prodotti dal suo governo, la sua impresentabilità europea e mondiale e le previsioni della vigilia, bisogna prendere atto con realismo che il vero sconfitto di questo febbraio 2013 è il Pd, che avrebbe dovuto incassare il profitto politico della conclusione definitiva della stagione del Cavaliere di Arcore. Il fatto che non ci sia riuscito suona come una condanna in pratica irrimediabile.

Raramente i numeri, che lasciano nell’oscurità il problema della governabilità, hanno parlato così chiaro, dicendoci a chi hanno tolto il consenso e a chi l’hanno dato (non è difficile dunque cercare l’origine degli 8 milioni e 700mila di Grillo). Le riflessioni approfondiranno le ragioni dell’affermazione dei Cinque Stelle, la loro sintonia con il rifiuto del vecchio ceto politico, con i sentimenti antieuropei, con l’austerità, con le semplificazioni populiste e antifiscali. E alcuni di questi fattori sono lì anche a spiegare come e perché anche Berlusconi abbia potuto recuperare un bel gruzzolo di voti rispetto alle attese di qualche mese fa. E nei ragionamenti a seguire entreranno certo anche le recriminazioni su una miserabile legge elettorale, che fu pensata su misura per impedire a Prodi e all’Ulivo di avere una maggioranza stabile nel 2006. E sopra tutto il resto apparirà, indiscutibile, la pesantezza del malessere sociale, la durezza del passaggio di una recessione che ha costi umani alti, in disoccupazione, sacrifici, tasse.

Ma al centro della scena rimane il rifiuto, da parte dell’elettorato italiano, di un’alternanza che poteva conferire al centrosinistra, guidato dal segretario del Pd, la possibilità di governare per una legislatura. Ecco perché il Pd è il vero perdente di queste elezioni. Agli elementi tattici – una campagna elettorale in tono dimesso, nonostante la percepita discesa di consensi si aggiungono i vuoti di strategia e la mancanza di risposte nei confronti di un elettorato che affacciava da tempo richieste chiare di cambiamento: ridurre il numero dei parlamentari, differenziarsi più nettamente da vecchi vizi della classe politica, recuperare un rapporto con una opinione pubblica sfiduciata.

Il Pd di Bersani questi problemi li ha percepiti. E infatti la carta degli intenti, nonostante la sua vaghezza su punti programmatici controversi come la legislazione sul lavoro, indicava come un problema centrale quello della rottura che si era ormai consumata tra i cittadini e le istituzioni politiche, ma non riusciva a farne seguire una azione, una proposta che indicasse una chiara direzione di cambiamento. Al contrario la campagna elettorale (Italia giusta, il bene comune) è stata difensiva. È stata in fin dei conti una campagna di autodifesa di un vecchio elettorato in progressiva erosione, una campagna da «guerra di posizione» non una campagna da «guerra di movimento» (per usare la celebre distinzione gramsciana) verso un futuro da conquistare.

Errore esiziale. Tanto più esiziale perché con le primarie di coalizione il Pd aveva messo in evidenza una possibilità alternativa: rinnovamento del gruppo dirigente e conquista del centro dell’elettorato, e della scena. Renzi aveva rappresentato questa possibilità con una notevole forza, anche se non sufficiente a vincere. Ma lo stesso Bersani aveva mostrato di poter raccogliere i segnali propulsivi che l’insieme delle primarie aveva mandato. Ma ben poco ne è seguito. La vocazione conservatrice della vecchia sinistra italiana a una politica di «manutenzione» del suo consueto elettorato ha prevalso su tutto il resto. L’avventura del cambiamento è una prospettiva che si è preferito lasciare ad altri, con i risultati da incubo, che ora abbiamo davanti agli occhi.

Nella foto: Pierluigi Bersani (foto di BEE FREE, cc)

  1. Allora su tre partiti che hanno avuto la percentuale piú alta di votanti 2 sono capitanati, o come volete hanno un front man, condannato in via definiva. E guarda un pò il perdente, in base ai calcoli, in base ai si dice, in base a chi é stato …. Insomma chi se ne dovrebbe andare é l’unico che non ha condanne! Ma che cazzo state a dire?

  2. Ovvio che il cavallo vincente era Renzi ma se gli apparatik hanno voluto Don Abb-Bersani non poteva che finire così! Comunque, per usicre dal solito stallo serve cambiare iniziando coll’ammodernare la legge elettorale “eventualmente interessante sarebbe come” giacché anche le ammucchiate locali hanno dimostrato lo loro limitatezza in quanto, pur avendo dato “ottime risposte” nei numeri dei rappresentanti conseguiti, a livello nazionale si stanno purtroppo, dimostrando limitati quanto appunto risulta esserlo un tipico “consociativo” triciclo, per metafora, inadeguato rispetto alle nostre attuali esigenze di siffatti accelerati tempi (Bauman) del terzo millennio dell’era degli accessi che si sta traducendo sostanzialmente in un’autentica vittoria di Pirro rispetto alle tante aspettative che doveva incarnare. Invece, ci ritroviamo nel massimo stallo dell’ingovernabilità dato dal sostanziale voler anacronisticamente continuare con obsoleti ed inappropriati modelli elettorali, mantenuti incompleti per insito “block in” incorporato autoblocco! E’ pertanto che ci ritroviamo sempre più bloccati ed in stallo a livello nazionale, immersi nella massima ingovernabilità e, con tutti i dati economici in negativo al ulteriore conferma di quanto obsoleta, decrepita, incrostata e scassata sia la macchina elettoral-istituzionale alla quale facciamo riferimento che servirebbe riassettare come quanto col Sistema SEMIALTERNO si va proponendo per meglio equilibrare ed incarreggiare il nostro Bel Paese al fine di renderlo all’unisono un concreto Sistema Paese; completamente strutturalmente competitivo nel compendio mondiale. Pertanto, si dovrebbe sempre più evincere, a mio avviso, l’improrogabile necessità di addivenire a meccanismi più chiari e trasparenti articolati in modo più equilibrate e tale da poter ingenerare una maggiore fisiologia democratica rispetto all’attuale riprodotta patologia di un siffatto anacronistico “Porcellum” volutamente mantenuta a regime per meglio specularci! Quando, in un siffatto epocale momento di cambiamento servirebbero soluzioni anche per i meccanismi elettorali più confacenti meglio compiutamente articolate sin dentro loro strutturale architettura affinché se ne permetta di ridurre sempre più la distanza (lo spread di rapporto) fra elettore attivo e quello passivo; quanto un siffatto particolare momento pretenderebbe poter ridurrre sempre più le filiere d’intermediazione fra l’elettore attivo e quello passivo per così anche abbassarne una siffatta abnorme obesità politico pluto burocratica degli apparati che ci stanno sempre più soffocando sotto una pressione fiscale che non ha paragoni al mondo avendo ormai superato ben il 45%! Pertanto, serve irreversibilmente invertire una siffatta famigerata rotta per iniziare a sanare quella frattura, quello spread che si sta sempre più allargando come una voragine fra cittadini ed istituzioni, serve urgentemente riparare un siffatto vizioso e malsano procedere per non soccombere! Pertanto, sono le riforme, gli aggiornamenti, gli adeguamenti a dover inderogabilmente venir fatti! Giacché irresponsabile sarebbe voler lasciarle così le cose come finora s’è dimostrato dover subire come cittadini ! Poiché bisogna rendersi conto che in un momento di un totale cambio di paradigma antropologico, economico, sociale e culturale, la necessità d’un adeguamento anche sul fronte dei meccanismi elettorali risultava indifferibile! Pertanto, non più permetterci di subire e/o accontentarci delle solite retoriche obsolete risposte del gattopardescamente far apparire di cambiare tutto per poi, mai cambiare niente! Quindi, urgono soluzioni affini a quanto una siffatta accelerazione della realtà pretende su ogni versante dove anche quello dei meccanismi elettorali non potrà astenersi dal doversi dare più inedite e complete ristrutturazioni tali da dare quelle opportune risposte secondo quanto il nostro tempo s’attende! Giacché per effetto di questa accelerazione della realtà anche i filo maggioritari entrano in crisi come l’ha dimostrato fare il Porcellum che pur essendo stato concepito per creare un bipolarismo ha generato invece una totale ingovernabilità data la tripolarizzazione politica in cui ci ritroviamo immersi per auto-neutralizzazione sia del PD sia del PDL che del M5S! Come quanto già in Gran Bretagna è già successo dimostrato dal fatto che ora il governo “Cameron” a regime, si regge su una coalizione data dalla confluenza di Conservatori (Tory dello stesso Cameron) con l’altro partito di Glegg dei Liberal Democratici a causa del loro sistema elettorale che è imploso (per entropia data dal fatto di girare su una sola dinamica centripeta tipica dei maggioritari) che ha mandato in tilt questo stesso modello Westminster pur essendo stato considerato il massimo campione dei modelli maggioritari si è praticamente evidenziato incompleto. Tutto questo e quant’altro in effervescenza ormai ad ogni latitudine dovrebbe stare a dimostrarci palesemente che siamo concretamente approdati  in un’immanente siffatta nuova “era” della globalizzazione che s’aspetterebbe anche sul versande dei modelli elettorali più proficue implementazioni per risultare meglio attrezzati! E, rendersi che vivimao l’epoca degli accessi, della comunicazione interattiva globale dove, ineluttabilmente tutto abbisogna d’essere conseguentemente relazionato, riformato, aggiornato, rigenerato e diversamente coniugato qaunto incurvato ad un siffatto accelerato tempo! Aggiornarsi diventa pertanto un “MUST”! Come quanto a suo tempo già asseriva Monod, che “le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!! Ordunque, tutti gli ambiti e livelli ad ogni ordine e grado sono stati contagiati dalle nuove tecnologie e da internet in modo pregnante e pervasivo… allora, non si capisce per quale ragione l’ambito elettoral-istituzionale ne debba continuare a restarne immune, quando, gli Islandesi si sono già addirittura riformati la loro Costituzione in rete via web, in internet! Allora, cosa stiamo ad aspettare ancora noi? Forse Godot!”? Quando siamo in procinto di rischiare d’implodere od esplodere sotto il profilo istituzionale per deficienza strutturale! Quindi, serve darsi subito da fare! Serve riformare, adeguare, aggiungere inedite ristrutturarsi sin dentro il nostro modello elettoral-istituzione per renderlo architettonicamente più completo e farne un autentico sistema come quanto col SEMIALTERNO si va proponendo! Questo, affinché si possano ottenere più efficienti risposte con maggiore puntualità e efficacia sia all vecchie quanto alle sempre nuove istanze che le prossimità presentano in siffatti cangianti accelerati tempi! Serve rottamare, riformare, adeguare ed aggiornare qualsivoglia strumento e mezzo per strutturarne le loro architetture con inedite e più complete articolazione per renderli efficienti ed aperti all’implementazione al miglioramento ricorsivo continuo. Giacché è adottando questi criteri particolarmente nei confronti dei tradizionali modelli elettorali che si potà superare l’attuale “impasse” in quanto urgono ammodernare tutti questi modelli che venivano già considerati obsoleti perfino da M. Weber che a suo tempo asseriva d’essere frutto di statuizioni formalmente corrette! Pertanto, or giunti nel terzo millenni, dati i secoli trascorsi che ci separano da quelle dichiarazioni, impossibile sarebbe pretendere che siffatte mantenute obsolescenze possano reggere a siffatti nuovi incalzanti ritmi e sollecitazioni che una siffatta sempre più liquida realtà esprime come Bauman afferma! Che pretende risposte per un futuro più confacente! Ma, purtroppo, questo è la continua inadeguatezza nella quale ci dibattiamo e quotidianamente c’imbattiamo, dimostrata dai fatti, dall’assillante crisi nella quale ci ritroviamo immersi: istituzionale, economica, sociale culturale perfino, religiosa data l’abdicazione del papa! Pertanto, quale e qual’ altro segno dovremmo attendere per capire che serve cambiare, riformare ed acquisire nuovi: logos, spartiti, architetture, sistemi, ecc. giacché tutti i modelli ad ogni latitudine sono mantenuti a regime contro il tempo! Quindi, urge evolvere, progredire e caricarsi di coraggio per dimostrasi capaci di effettivamente voler cambiare! Giacché assurdo ed inconcepibile sarebbe continuare a pretendere che una storica “topolino” presentasse prestazioni analoghe a quelle di un’attuale Ferrari!
    In quanto è più che assodato dover essere la legge elettorale a doversi “adattare ed incurvare” al sistema istituzionale “Parlamentare”a regime che abbiamo e, non viceversa! Diversamente, applicando queste incongruenze tutto risulterebbe distorsivo come quanto ce lo sta nei fatti praticamente dimostrando l’attuale anacronistico “Porcellum” messo in essere e mantenuto per convenienze di parte! Addirittura accessoriato con un anacronistico listino bloccato che ulteriormente ne conferma l’assurdità strutturale data la palese dimostrata incapacità nel non aver dato opportune risposte, quelle che la gente e, che tutti s’aspettavano, quanto un intero Paese ed anche l’Europa! Invece, ha completamente fallito! Giacché un vero meccanismo dovrebbe risultare intrinsecamente più completo per rendere effettivamente completo ed un autentico un Sistema Paese quanto col SEMIALTERNO si va proponendo! Diversamente impossibile sarà sempre più aspettarsi risposte da un siffatto incompleto Porcellum che rimette alla libera volubilità d’un manipolo di segretari di partito, di nominarsi in un altrettanto obsoleto ed anacronistico modo, un intero ridondante pletorico Bicameralismo senza eguali al mondo, per numero dei suoi componenti. Quando oltretutto dovremmo pedissequamente già seguire per “fiscal compact” assorbtio in Costituzione all’art.81seguire le indicazione europee! Segno di una intrinseca perdita di sovranità che pertanto non avrebbe ragione di ritrovarsi con un numero spropositato di Parlamentari oltretutto quandanche da decenni si parla di dimezzarlo! Questioni che assommandosi a tutta l’altra inefficienza mantenuta a regime continua a contribuire a far aumentare l’indebitamento pubblico. Specialmente in questa fase di recessione con una crisi che si fa sempre più impellente ed assillante e, che cinicamente disperde perfino taluni  concittadini esodandoli semplicemente di taluni loro diritti di cittadinanza, ecc. e, dove tutto non fa che aumentarne i costi! Rischiando di renderci sempre tutti noi sempre più “esodati” dalla stessa democrazia giacché, stiamo emulando sempre più la Grecia in conseguenza di questo irresponsabile cocciuto procedere senza sistemiche strutturali riforme?!
    Pertanto, al nostro sistema istituzionale essendo “Parlamentare” si dovrebbero ricercare più pertinenti ed appropriate affini soluzioni sistemiche ricorrendo come detto, anche ad un più confacente completo sistemi elettorali, oltre a quant’altro si renderà necessario ed indispensabile implementare per renderci più equilibrati e competitivi secondo quanto il nostro tempo reclama! Ovvero quello di effettivamente avere più fisiologiche alternanze politico-partitiche quanto ricambi generazionali sociali e, che siano questi, frutto di libere scelte senza listini bloccati! E, dove, tutto risulti più funzionale e tale da poter agevolare la determinazione delle rappresentanze politiche rendendole strumentalmente capaci di coagulare governi più coesi e duraturi come quanto si va proponendo con un l’inedito sistema elettorale, denominato per semplificazione, SEMIALTERNO. Dispositivo il SEMIALTERNO che strutturandosi su una base proporzionale (senza soglie) verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Un sistema il SEMIALTERNO che si rende funzionale per ingenerare un autentico bipolarismo contendibile aperto “open crowdsourcing” come quanto le nuove tecnologie ed internet già permetterebbero massimizzare: governabilità, rappresentatività ed economicità, permettendo nel contempo, di sempre più ridurre possibilmente le filiere d’intermediazione che separano l’elettore attiovo da quello passivo e, per infondere ovunque ad ogni livello implementazione ricorsiva di qualità-democraticità e, per in ultima analisi, contribuire ad abbassare sistematicamente i costi della stessa politica! Così come si rende oltretutto necessario integrarci anche con maggiori criteri a democrazia diretta introducendo l’istituto del referendum propositivo! Tutto questo si rende indifferibile acquisire per non soccombere od essere fagocitati da un siffatto incalzante imperante “darwinismo dell’efficienza”! Così come poterci riscattare dalla dimensione e situazione di paese considerato PIIGS per evolvere in quella dimensione di BRICS che ci aspetta ed appartiene quando ci saremmo sgrondati d’ogni viziata CASTA! Giacché senza più appropriati efficienti completi strumenti e mezzi rischieremo di ritrovarci vittime degli eventi per l’incapacità strutturale e strumentale in dotazione a non poterli efficacemnte gestire rischiando così di soffocare sotto una siffatta coltre d’obesità plutocratica che continua a mangiarsi con inaudita voracità, il nostro Bel Paese sin da dentro! E’ pertanto, che si pretendono radicali sostanziali riforme adeguamenti per “volenti o nolenti” sintonizzarci ad un siffatto cangiante mondo e, per fisiologicamente allinearci a “reali” principi d’accountability secondo quella “triple botton line” che attesta di contestualmente perseguire obiettivi di: equità sociale, qualità ambientale e economicità intesa come prosperità economica! Questioni che si rendono indifferibili introdurre ed assumere per riformare anche il nostro impianto elettoral-istituzionale riconoscendo il fatto che sarebbe meglio sempre prevenire anziché dover continuare a curare e, soccombere sotto un’eccessiva inaudita austerità rischaindo d’”auto sopprimerci”! Purtroppo, dobbiamo riconoscere d’aver perso inutilmente un sacco di tempo! Ingeneroso sarebbe volerne sprecare ulteriormente perdendone ancora, facendo la solita italica assurda melina! Pertanto, dobbiamo coglier questa opportunità di crisi economica, culturale ed istituzionale per tradurla in momento di rigenerativo risorgimento sociale ed economico per effettivamente fermare il declino e non continuare a restarne vittime ma, per condividere un più generoso futuro per tutti, senza lasciare indietro alcuno!

  3. Sono perfettamente d’accordo. Io stesso ho fatto molta fatica nel dare anche questa volta il mio voto al PD sopratutto per il mancato cambiamento della legge elettorale. Le primarie sono apparse come una specie di contentino e non vera volontà di cambiamento e rinnovamento. Anzi, specialmente nei discorsi conclusivi dei 4 concorrenti, come una recitina di un qualche oratorio di provincia. Non solo: durante il governo tecnico il PD perse parecchi treni. Non alzò mai la voce per esempio per il dimezzamento dei costi della politica e dei parlamentari. E nemmeno, come ho detto sopra, per il cambio della legge elettorale. Di conflitti d’interesse, poi, manco parlarne! Sicuri degli allori della vittoria,. dato lo sfacelo nel quale era caduta la destra, vi stavano seduti sopra ancora prima di conquistarli. Che tristezza.

    • E’ così : il coraggio di buttare all’aria riti politici insopportabili , di riconoscere il bisogno di dare concretezza vera al ritorno della politica come servizio proponendo per primi la riduzione dei costi della politica, di dare voce e autorevolezza alle generazioni più giovani, è colpevolmente mancato e ha siglato con questa distribuzione del voto, una distanza con una cittadinanza molto più consapevole del pd che la storia è fatta non da difesa di posizioni di rendita ma da atti di coraggio e a volte di azzardo pur di uscire dal pantano.

  4. d’accordo con l’analisi. Ho partecipato alle primarie votando per Renzi. Man mano ho perso le speranze. Faccio solo un esempio: il comizio in piazza duomo a Milano: 6 uomini sul palco tra cui Prodi, immagine delle sconfitte passate. Nessuna donna se non una “valletta” che presentava gli oratori.
    Ovviamente non ho votato PD. Prima volta in vita mia che non voto per la sinistra.

  5. Voglio riflettere sulle tue ultime parole: “.. i miei concittadini mi danno la nausea”, io aggiungo i nostri concittadini… – In Italia, purtroppo, c’è molta troppa ignoranza, non c’è cultura, non c’è pensiero-proprio, per cui le persone non hanno la facoltà di valutare per proprio conto senza l’influenza della TV, della stampa, ecc., dimenticano e si lasciano abbindolare – dal gatto e la volpe – come tanti “pinocchietti”.
    Pertanto ci rimane solo una cosa: aspettare che “i nostri concittadini” cioè le nuove generazioni, i giovani, capovolgano l’attuale situazione di scarsa cultura e sicuramente sapranno valutare le giuste problematiche del nostro Paese. La mia non è rassegnazione è realtà, è speranza, SI’ perché i nostri giovani ce la faranno!!! Non ci buttiamo giù, coraggioooo!

  6. Il Duce del Vaffanculismo:

    “Saremo una forza straordinaria e faremo tutto quello che abbiamo detto in campagna elettorale”

    Siamo alle minacce…

    “Faranno un governissimo pdmenoelle – pdelle. Noi siamo l’ostacolo.”

    Sempre della serie che il lavoro sporco lo devono fare gli altri, eh?
    Per fare che? Per dare l’italia al Partito Vaffanculista, con l’80% di voti al prossimo giro? Ah!…
    Ma il Duce del Partito Vaffanculista, davanti a Montecitorio, aveva detto che loro non si accontenteranno fino a che non arriveranno al 100%…
    Come la mettiamo?

    Il primo (PRIMO!) partito d’Italia non vuole sporcarsi le mani, perché conta sugli altri (per poi massacrarli)?
    Bene.
    Allora facciamo così:

    Duce del Vaffanculismo, adepti vaffanculisti, e in generale italiani tutti, che ancora una volta, dal ’48 ad oggi, avete deciso di NON dare una chiara maggioranza ad una alternativa di sinistra, andatevene un po’ affanculo tutti quanti voi. Affondate con questa nave, che avete riempito di buchi per tutta la storia repubblicana, non prendendovi mai la responsabilità delle vostre madornali cantonate in cabina elettorale, e dando sempre la colpa agli altri (i potenti cattivi – che invece vi rappresentavano perfettamente) dei vostri vizi atavici; voi, popolo di ladri, maschilisti, furbi, evasori, raccomandati, raccomandaNti, corruttori, nepotisti; gente che “guai a chi mi tocca il mio orticello, la mia robbba”, e quindi insofferenti a qualsiasi idea di giustizia sociale; voi, gente irrimediabilmente di destra, inventori ed esportatori storici del fascismo.

    Che l’Italia affoghi nella merda, perché quello s’è scelta liberamente, e che nessuno l’aiuti più, perché non si vede il motivo per cui un operaio tedesco, che si fa il mazzo in quattro, debba poi prendersi la responsabilità di salvare 60 milioni di coglioni dal baratro che si sono scelti da soli.

    I Vaffanculisti non vogliono prendersi nessuna responabilità? Proprio nessuna? Nonostante l’exploit elettorale che hanno avuto?
    Che vogliono fare? Occupare il parlamento con un manipolo dei loro fasci di combattimento?
    O 100% o morte?
    Anzi: E 100% (loro) E morte (altrui)?

    Nemmeno un governo tecnico BeneComune-M5S che faccia 3 cose: conflitto di interessi, legge elettorale, indire nuove elezioni?
    Nemmeno quello?
    Ma le facciano loro queste 3 cose/leggi in questione, e poi di nuovo al voto, ma con legge elettorale normale/umana e conflitto di interessi superato, no?
    No?
    Ah no?
    Non si devono sporcare?
    Contano sul fatto che la sinistra debba immolarsi al posto loro, con un governo col PdL?

    Bene.
    Alllora al voto subito. SUBITO! Con questa legge elettorale di merda, e con il fascio-mafio-nano pedo-piduista in gran rimonta, e la sinistra morta per sempre.
    Nessun compromesso! Nessun governo Bene-Comune / Centrodestra.

    Che i vaffanculisti distruggano l’Italia, l’euro e l’Europa.
    Questo vogliono, questo facciano.

    Io intanto mi trasferisco in Svizzera, perché i miei concittadini, che non hanno saputo far altro – per impedire per l’ennesima volta alle idee di giustizia sociale di governare – che votare Grillo e Berlusconi (un multimilionario e un multimiliardario), i miei concittadini – dicevo – mi danno la NAUSEA!

    • Ti rode che il tuo partitello non ha sbancato alle elezioni? Credi veramente che avrebbero potuto cambiare le cose sul serio?

      Voi del pd mi fate RIDERE A CREPAPELLE…
      Siete così democratici e compagni che aggredite verbalmente la gente che la pensa diversamente da voi … Credete di avere in mano la verità assoluta, che tutti gli altri siano degli emeriti imbecilli che non capiscono nulla.

      Siete VOI i peggiori, i più presuntuosi… Mi piace leggere queste vostre sfuriate, ogni volta che le leggo mi sento bene con me stesso nel non aver votato e soprattutto nel non avere votato il PD.

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