Roma, il premio ResetDOC “Dialoghi tra le culture” per il cinema a Rithy Panh

Da Reset-Dialogues on Civilizations

Si apre a Roma dal 2 al 6 aprile 2014 Rendez-Vous, Appuntamento con il nuovo cinema francese, quarta edizione del festival dedicato al nuovo cinema d’oltralpe. Il viaggio parte dalla Capitale e, nell’arco di più di un mese, toccherà le città di Palermo, Bologna, Torino, Milano e, da quest’anno, Napoli. Ciascuna ripresa accoglie parte della programmazione romana e un focus dedicato a un ospite speciale, che quest’anno sarà il 72enne Bertrand Tavernier.

Anche quest’anno, nell’ambito del Festival, l’associazione internazionale Reset-Dialogues on Civilizations ha selezionato il vincitore del premio “Reset-DOC Dialoghi tra le culture”, annunciato dal direttore di Resetdoc Giancarlo Bosetti durante la conferenza stampa di apertura della rassegna: è Rithy Panh, regista, sceneggiatore e produttore cambogiano emigrato in Francia, impegnato da decenni nel racconto e nella denuncia, attraverso numerosi film e documentari, delle atrocità commesse dal regime di Pol Pot. Resetdoc ha voluto premiare in particolare il film-documentario “L’image manquante”, adattamento cinematografico premiato anche al 66mo Festival di Cannes del testo L’Eliminazione dello stesso Rithy Panh con Cristophe Bataille, sintesi ed espressione del lavoro di memoria, elaborazione e ricostruzione della cultura cambogiana sopravvissuta alla tragedia del genocidio a cui il regista ha dedicato la propria vita e la propria opera.

Il regista Rithy Panh

Il regista Rithy Panh

Tra i suoi film più conosciuti segnaliamo Site II (1989), Cambodge entre guerre et paix (1992), Neak Srê (1994), Un soir après la guerre (1998) e i documentari Van Chan, une danseuse cambodgienne (1998) e La Terre des âmes errantes (1999).

L’image manquante verrà premiato da Resetdoc domenica 6 aprile presso la Casa del Cinema di Roma, in occasione della proiezione pubblica del film alle ore 19.00.

Il Premio Reset-DoC

Il premio Reset-DOC è stato istituito  nel 2013, anno in cui fu assegnato al regista francese Laurent Cantet. Voluto dall’Associazione culturale internazionale Reset-Dialogues on Civilizations, viene assegnato all’autore capace di raccontare, grazie ad un uso personale del linguaggio filmico, un mondo plurale, che rinnova concetti quali: identità, diritti umani, memoria, cittadinanza, dissenso, pluralismo e donne.

Statuette raffiguranti i personaggi di "L'image manquante". Il regista Rithy Panh è anche uno scultore

Statuette raffiguranti i personaggi di “L’image manquante”. Il regista Rithy Panh è anche uno scultore

Nella motivazione per il premio di quest’anno Giancarlo Bosetti, direttore di Reset e di Reset-Dialogues on Civilizations, scrive:
“Il tema de L’image manquante di Rithy Panh ci ha colpito perché tocca una delle forme più mostruose e disumane assunte dalla politica nel ventesimo secolo, la Cambogia dei Khmer rossi, con l’eredità più macabra, che essa riceveva dalla rivoluzione culturale cinese, e dalla cultura totalitaria che era stata incubata dalle ideologie totalitarie, che non possiamo negare, avevano anche una matrice europea. Il genocidio che ha attraversato la vita e l’intimità di Rithy Panh e ha distrutto la sua famiglia ha colpito una popolazione già travolta dalle conseguenze della guerra, delle guerre, al plurale, che hanno infuriato nella penisola indocinese, prodotto di un conflitto con l’Est comunista e anche dall’uscita delle tragedie del colonialismo occidentale.
Rithy Panh ha cercato l’immagine di tutto questo, la «fotografia» che ce la imprimesse nella memoria come è accaduto per la strage di MyLay nella guerra del Vietnam, o quella di Robert Capa del miliziano repubblicano ucciso da un proiettile durante la guerra civile spagnola, ma non l’ha trovata e ha avuto bisogno di costruirla. È un cinema il suo che ha una forza che nasce dalla sua «necessità», una necessità che impariamo a condividere e a fare nostra.
Il genocidio, la distruzione sistematica di vite umane, viste semplicemente come ostacolo materiale di una ideologia politica, come insetti nocivi da eliminare, è il risultato più ripugnante della storia umana, è la conseguenza della forma più estrema di intolleranza. La nostra associazione, Reset-Dialogues on Civilizations, nella sua battaglia per i diritti umani, contro il radicalismo e la violenza, propone con il premio a questo film e a Rithy Panh, di offrirlo alla meditazione di tutti.
L’intolleranza, che accompagna la vita contemporanea di tutti i paesi e le società del mondo, raggiunge solo qualche volta, per nostra fortuna, i vertici di un crimine contro l’umanità, con le dimensioni che ha avuto in Cambogia. Ma dobbiamo imparare a riconoscere presto e bene, e sempre, tutte le volte che essa ricompare nella forma del disprezzo per la vita umana, nella prepotenza verso gli oppositori, nella umiliazione dei nemici politici o dei diversi. Dobbiamo riconoscerla quando assume le vesti di una ideologia assolutista pronta a giustificare la violenza, quando si presenta nella forma del terrorismo politico o religioso, quando scatena i sentimenti e le divisioni tribali, razziste o nazionaliste.
La nostra associazione cerca di promuovere con la ricerca, la comunicazione, il dialogo tutto quello che si oppone a questi pericoli. Lo facciamo con le nostre conferenze, con le nostre pubblicazioni, con il nostro sito www.resetdoc.org. Cerchiamo di abbattere le barriere, le deformazioni, gli estremismi, che impediscono di conoscersi reciprocamente tra realtà diverse e lontane. Lungo è il cammino per superare queste «caricature» delle realtà lontane, «altre», anche nella nostra civile e amata Europa, come sanno bene tanti immigrati in attesa di cittadinanza e di riconoscimento, anche in America, e anche nel Mediterraneo, dove alle promettenti «primavere» segue ora una stagione molto rigida, con molto carcere per gli oppositori, e con focolai di guerra civile che non si riescono a spegnere.”


Il Festival Rendez-Vous

Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, in collaborazione con Unifrance films, con la partecipazione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. La direzione del progetto è affidata a Alix Davonneau, responsabile dell’audiovisivo dell’Ambasciata di Francia, la direzione artistica del festival a Vanessa Tonnini.

Quaranta titoli, circa, per un viaggio alla scoperta della ricchezza del cinema francese, con una programmazione che attraversa tutti i generi, dalla produzione popolare a quella più sofisticata, dai campioni di incasso alle pellicole indipendenti. A Roma, tre programmazioni per le quattro sedi della manifestazione: il Cinema Quattro Fontane e la Casa del Cinema ospitano la  “Sezione novità e anteprime”, panoramica completata da “Cineasti del presente”, sezione curata dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, mentre il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, sarà sede di un evento dal titolo: “Visioni tra cinema e fotografia in Francia e in Italia: La posa e il movimento”, che mette a confronto artisti italiani e francesi.

Ospiti del festival di quest’anno saranno Bertrand Tavernier, regista di Quai d’Orsay; Raphaël Personnaz, interprete di Quai d’Orsay; Fabienne Godet, regista di Une place sur la terre; Diane Kurys, regista di Pour une femme; Martin Provost, regista di Violette; Guillaume Brac, regista di Tonnerre, Michel Gondry, regista di Is the tall man happy? Rebecca Zlotowski regista di Grand Central, Diana Gaye regista di Des étoiles. Una retrospettiva sarà dedicata al grande regista recentemente scomparso Alain Resnais.

Scarica il programma completo cliccando sull’immagine:
Rendez Vous 2014


Ulteriori informazioni sul festival e sulla programmazione di quest’anno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *