Allarme Donald, un terzo dei democratici non voterebbe Hillary

Donald Trump, Holiday Cheer Ambassador

Il Corriere della Sera apre con il secondo turno delle presidenziali in Austrai: “Il voto divide l’Austria a metà”, “Ultradestra di Hofer avanti di 4 punti, oggi decidono le schede inviate per posta”, “Scontro sui migranti, Roma replica a Vienna: le entrate dal Brennero superano le uscite”.
Hofer è in lieve vantaggio sul verde Van der Bellen: 51,9% a 48,1. Sarà decisivo lo spoglio dei voti inviati per posta.
Da queste elezioni prende spunto l’editoriale di Franco Venturini, dedicato a “la sfida dei populismi”: “L’Europa non resti a guardare”. Venturini scrive che “La classe dirigente è a un bivio: si può non cambiare marcia, e allora si andrà alla disgregazione, oppure si reagisce e si imprime una svolta interna ed esterna al senso dell’Unione. Qualunque sia il risultato in Austria, dove il nazionalismo avanza, i Paesi membri non possono restare a guardare”, “La nuova attenzione verso l’Africa del nord è un passo mosso nella giusta direzione”
La foto è per il viaggio di Obama in Vietnam: “Il viaggio della memoria e del futuro”, lo definisce Massimo Gaggi.
A centro pagina: “Referendum, scintille nel Pd sul sostegno dei partigiani”, “Boschi: quelli veri per il sì. Poi precisa. Ira di Bersani”. Sale la tensione all’interno del Pd sul referndum costituzionale, scrive il quotidiano: la ministra Boschi interviene in tv a ‘In mezz’ora’ sulle polemiche sollevate dall’Anpi e dice: “I veri partigiani voteranno sì”. Ira di Bersani su Facebook: “Come si permette la ministra Boschi di distinguere tra partigiani veri e finti?”. A stretto giro la risposta della ministra: “Vedo evidenti strumentalizzazioni di una mia frase. Non mi sono mai sognata di dare patenti ai partigiani. Ho solo detto che fra i partigiani ce ne sono molti che hanno annunciato il loro sì al referendum”.
Due le riflessioni su questo tema: “L’uso politico della storia”, “L’errore dell’Anpi e dei Democratici”, di Aldo Cazzullo e “Ragioni, non fazioni”, “Perché è sbagliato personalizzare”, di Massimo Franco.
A fondo pagina: “L’Italia non attira gli studenti Erasmus”, “Solo il 7,4% sceglie il nostro Paese. I motivi: lingua, costo della vita e mercato del lavoro”. Scrivono Federica Cavadini e Giuseppe Guastella che prima meta Erasmus è la Spagna, seconda la Francia, poi Regno Unito e infine Italia.

La Repubblica: “Boschi: ‘I veri partigiani voteranno per il Sì’. Ira di Bersani, lite nel Pd”, “Polemica sul referendum. Il ministro: se perdo lascio anch’io. Meloni: una via Almirante a Roma. La comunità ebraica: mai”.
Sul caso sollevato dalla ministra Boschi un’inchiesta di Paolo Griseri: “Tra i 90enni dell’Anpi: ‘Trattati come CasaPound’”, “Viaggio tra gli iscritti dopo le dichiarazioni della ministra Boschi. Non tutti sono d’accordo con i vertici sul voto al referendum ma ‘nessuno può trattarci come CasaPound’”.
A questi temi, anche alla luce della dichiarazione di Giorgia Meloni, candidata sindaco a Roma e leader di Fratelli d’Italia, è dedicata anche l’analisi di Guido Crainz: “Fascisti e Resistenza, lo strano Paese che sembra fermo alle battaglie del ’46”, “Il difetto di memoria vizia troppe mosse della politica. E danneggia lo sforzo di migliorare le istituzioni”.
Di spalla, con le foto dei due candidati alle presidenziali austriache: “Ultradestra-Verdi testa a testa in Austria. Migranti, così funzionerà il piano Ue”, “Decideranno le schede in arrivo per posta. Oggi il verdetto”. Da Vienna ne scrive Tonia Mastrobuoni, che racconta l’Austrai “spaccata” e descrive anche i due personaggi: Norbert Hofer, del partito di destra Fpo“Il ‘nero’ che ama le pistole e odia islamici e immigrati” e Van der Bellen, “L’europeista aristocratico figlio di profughi” (è figlio di un nobile russo di origini olandesi che fuggì da Stalin con la moglie estone e si stabilì in Austria negli anni Trenta).
Il quotidiano si occupa anche in prima del piano Ue per i migranti “dall’Etiopia alla Nigeria, i primi sette  Paesi dove agire”: a pagina 3 Alberto D’Argenio dà conto del rapporto consegnato da Roma a Bruxelles con i tempi e i fondi per il Migration Compact. “Quindici giorni per fare scattare l’operazione. Intesa con la Libia sulla guardia costiera”, “Entro il 7 giugno la bozza messa a punto dai vicepresidenti Mogherini e Timmermans”.
Al primo vertice umanitario mondiale che si apre oggi a Istanbul è invece dedicata l’analisi di Roberto Toscano dal titolo: “La contraddizione degli aiuti umanitari”. Scrive Toscano che il vertice convocato dalle Nazioni Unite vuole agire per prevenire e ridurre la sofferenza; e che Medici senza Frontiere non ci sarà, avendo denunciato il vertice come “foglia di fico” delle violazioni. Il riferimento dell’organizzazione è ai ripetuti attacchi contro i suoi ospedali, in particolare a Kunduz e Aleppo, ma la critica di Medici senza Frontiere va oltre i casi che li riguardano e tocca in punto secondo Toscano “drammaticamente reale”: “la scarsa credibilità di dirigenti politici che, riunendosi periodicamente al massimo livello in contesti solenni, approvano dichiarazioni e assumono impegni che non sono autenticamente intenzionati a rispettare”.
Più in basso, foto del candidato repubblicano alle presidenziali Usa Donald Trump: “Il sorpasso-shock d’America, ora Hillary insegue Trump”. Ne scrivono Alberto Flores d’Arcais e Vittorio Zucconi. “Trump spaventa Hillary, adesso il tycoon è avanti nei sondaggi”, “In due rilevazioni supera la Clinton: la corsa è aperta. Ma 6 su 10 danno un giudizio negativo su entrambi”, scrive D’Arcais. Vittorio Zucconi sottolinea che “è lo stesso vento, gonfio di paure e collera, che soffia dalle Alpi alle Montagne rocciose e rende pensabile l’impensabile: che Trump possa essere il prossimo presidente Usa”.

La Stampa: “La destra xenofoba spacca l’Austria”, “Presidenziali, il candidato antisistema Hofer avanti d’un soffio. Attesa per i voti postali”, “Tra un mese il voto su Brexit: i timori di Germania, Francia, Polonia e Spagna per l’uscita del Regno dalla Ue”.
“Da Vienna ultima chiamata per l’Unione” è il titolo dell’editoriale di Gian Enrico Rusconi. (“Il fenomeno della migrazione, da problema colpevolmente ignorato -scrive- è diventato in meno di un anno la questione cruciale per la governabilità interna, nazionale. E per la governabilità della stessa Unione europea”).
In prima anche “il caso” raccontato da Paolo Mastrolilli: “Il Kosovo base dell’Isis in Europa”, “Il New York Times: centro di reclutamento dell’Islam radicale con i soldi sauditi”.
Di fianco, su Obama che arriva ad Hanoi: “Usa-Vietnam, alleanza contro la Cina”, “L’offerta: ritiro dell’embargo sulla vendita di armi in cambio dell’attracco di navi militari Usa ad Hanoi”, di Stefano Stefanini.
Dell’ascesa di Donald Trump si occupa Gianni Riotta, dando conto del punto di vista di David Weinberger, studioso di tecnologia e società ad Harvard, che si trova a Venezia per il seminario Aspen sui Big Data: “Trump -dice- ha portato in politica la trivialità dei social”, “Funziona, ma il web saprà salvarsi”.
La foto a centro pagina è per il regista britannico Ken Loach: “Cannes, trionfa la protesta di Loach”, “Palma d’oro al regista: ‘Un altro mondo è possibile, il cinema dia contro il potere’”.
Sulla politica italiana: “Referendum, Boschi scatena la guerra dei partigiani: ‘Quelli veri voteranno sì”, “Scontro nel Pd. Lei: ‘Se perdiamo lascio anche io’”.
Sulle città al voto per le comunali, attenzione per Torino dove, a leggere il reportage di Luigi La Spina, la sfida del sindaco che si ricandida, Piero Fassino, è battere il sentimento anti-establishment. (“La voglia di nuovo che insidia il bis di Fassino”, “Il sindaco è favorito, ma al ballottaggio la sfida non sarebbe per nulla scontata”, scrive La Spina).

Il Fatto: “Rai di regime, parla solo il Sì”, “Boschi&Napolitano. Lei a ‘In ½ ora’, lui da Fazio: propaganda a senso unico”, “A ora di pranzo dalla Annunziata su Rai Tre, il ministro insulta i combattenti dell’Anpi: ‘Quelli veri votano per il Sì, quelli venuti dopo per il No’. All’ora di cena l’ex Capo dello Stato ospite della stessa rete a ‘Che tempo che fa’, ribadisce: ‘Se si perdesse ne trarrebbe conclusioni il premier ma noi dobbiamo parlare della riforma che è necessaria all’Italia’. Lo sport di governo è servito”.
Il quotidiano intervista l’ex sindaco di Torino Diego Novelli, presidente provinciale onorario dell’Anpi, che dice: “La ministra parla come i fascisti: frasi miserabili”, “Offende la storia di migliaia di persone, Renzi fermi questa deriva’”.
A centro pagina: “Dinosauri da Prima Repubblica”, “Morto Pannella, cosa resta della vecchia politica: tra giornali, fondazioni e piccoli partiti ancora esistenti”. Scrive Tommaso Rodano che “con la morte del radicale se ne va un pezzo della storia politica d’Italia. Partiti, simboli e quotidiani di quella stagione provano a sopravvivere spartendosi le briciole”, “Il Pri è tornato. All’improvviso alla Camera, grazie a un nuovo gruppo parlamentare formato dai deputati vicini a Flavio Tosi. A Montecitorio c’è anche il Pli”, “I patrimoni di Pci e Msi sono stati negati agli eredi che ora litigano per metterci le mani. La Discussione è in edicola: la fondò De Gasperi, oggi la dirige Emilio Fede”.
Sotto la testata: “Austria, pareggio tra verdi e destra, il presidente si decide per posta”, “Decisivo il voto all’estero, che arriverà solo oggi”.
Alle elezioni in India è dedicato un lungo articolo di Roberta Zunini (pagine 16 e 17): “Lo strano senso di Modi per la democrazia”, “Ultranazionalismo. Come la destra religiosa e ultranazionalista indiana sta trasformando il Subcontinente in una ‘democratura’ repressiva”, “A Kerala ha appena vinto il partito comunista, che però ha già governato per diversi mandati senza risolvere il problema delle caste”.

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