CROCE E DELIZIE

Cosa è filosofia (tout court)

Spesso mi si imputa di avere un concetto poco inclusivo di filosofia. Non credo affatto. Se non altro perché per me la filosofia è quella di cui parlano i manuali di storia della disciplina. E’ vero che ultimamente anche i manuali, nelle nuove edizioni, hanno slargato il campo all’antropologia, alla politologia, alla psicologia, alla sociologia… Credo, tuttavia, che sia una moda passeggera. Quelle discipline sono utilissime anche per un discorso filosofico, ma non sono la filosofia (e lo dico ovviamente in modo assolutamente avalutativo). Ecco perché considero Rawls e tanti cosiddetti “filosofi” à la page in questa provinciale Italia dei non filosofi, ma degli scienziati empirici della politica. E sociologo e non filosofo è per me anche e soprattutto Habermas, al contrario forse dei suoi maestri della prima Scuola francofortese. Se poi dovessi definire “in positivo” cosa è filosofia, mi sentirei di far riferimento a due elementi: non partire dal presupposto oggettivante e non usare il metodo naturalistico. Per presupposto oggettivante intendo l’ingenua credenza che ci sia un mondo lì fuori e che la sua verità debba essere da noi, che siamo in esso come l’acqua nel bicchiere, semplicemente “rispecchiata” (la vecchia adaequatio rei et intellectus degli scolastici). E’ un modo di vedere le cose, se ci si pensa bene, simile a quello del senso comune, delle persone e di noi stessi nella quotidianità di molti nostri atti. Anche se spesso, vien voglia di dire, i cosiddetti “filosofi”, che hanno sviluppato analiticamente le cognizioni del senso comune, hanno un’arroganza e una supponenza che il buon senso degli uomini semplici scansa come d’istinto. Per essere più precisi, va però aggiunto un elemento a questo discorso. E cioè che, in verità, correttamente parlando, la filosofia non mette in discussione solamente il presupposto oggettivante, bensì, più radicalmente, ogni presupposto. Essa è una disciplina sui generis proprio perché non parte da idee, datità, postulati, assiomi, concetti non argomentati. Fossero pure quelli che ci sembrano, ma non sono, autoevidenti come l’Io, il mondo, l’ individuo, lo Stato, e via dicendo.

  1. Perdona l’ardire, caro Corrado, ma questo tuo Mido di vedere la filosofia potrebbe essere tacciato di autoritarismo; una visione dittatoriale. È come se tu avessi detto: “la filosofia è la mia filosofia”, è filosofia ciò che torri sponde alla tua visione filosofica del mondo. Un consiglio: almeno in questo stiamo alle cose, cioè a ciò che si è sempre inteso per filosofia, al desiderio di spiegarsi il mondo con la libertà di farlo secondo vocazione. È il consiglio di un uomo additato dagli altri, di volta in volta, come relativista, nichilista, postmoderno, vattiminiano, rortyano e forse pure ateo.

    • Caro Schiava, da un certo punto di vista hai ragione. In questo caso, cioè in questo blog, il mio tono sarà così: deciso, “dittatoriale”. Poco alla volta si capirà perché. Comunque distinguo la filosofia attenendomi al concetto classico di filosofia. Rispetto sociologia, politologia, ecc., ma sono altra cosa: vanno distinte dalla filosofia concettualmente, prima che nominalmente.

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