MALA TEMPORA

Marco Vitale

L’aritmetica e il generale Giap

Il collegio universitario Ghislieri di Pavia (fondato nel 1567 dal Papa Pio V Ghislieri  il domenicano rigoroso applicatore delle riforme della Chiesa del Concilio di Trento, che potenziò l’inquisizione e introdusse l’indice dei libri e fu canonizzato nel 1712)  è un antico vanto della Lombardia. Da secoli, insieme all’altro collegio storico di Pavia, il Borromeo, è fucina della più preparata classe professionale lombarda.

Da qualche anno il Collegio insieme all’Associazione Ex Alunni, ha introdotto un premio-riconoscimento per gli  alunni che abbiano dato, nel corso della loro carriera, particolari contributi alla scienza o alla società. Quest’anno l’ambito riconoscimento è andato ad un importante matematico, professore all’università di Losanna ed al Politecnico di Milano, ma anche esperto e consulente di grandi imprese e di grandi enti. Ho seguito con molto interesse la sua Lectio Magistralis dal titolo: “Matematica per vivere meglio”, tenuta a Pavia il 3 ottobre.

E’ stato Galileo il primo a sostenere, in modo sistematico, che il linguaggio dell’universo è quello della matematica. Ma oggi tocchiamo con mano l’importanza straordinaria della matematica e delle sue applicazioni nella vita di ogni giorno. Nella informatica, nella medicina, nelle apparecchiature medicali, nella climatologia, nei trasporti e in tanti altri campi il contributo della matematica è stupefacente e fondamentale. L’affascinante Lectio Magistralis del matematico ghisleriano lo ha illustrato in modo assai chiaro e  con esempi molto ricchi e convincenti.

Ma appena due giorni dopo, sui quotidiani del 5 ottobre, ho letto della morte, a 102 anni, del piccolo fisicamente ma gigante come leader militare e patriota, generale vietnamita Vo Nguyen Giap, uomo che aveva battuto giovanissimo i giapponesi nel 1944, che batté i francesi a Dien Bien Phu nel 1954 e che  inflisse agli americani la prima sconfitta militare della loro storia  obbligandoli alla fuga. La fuga dell’ambasciatore americano dal tetto dell’ambasciata con la bandiera americana ripiegata sotto braccio e con l’ultimo elicottero attaccato dai Viet Cong è un’icona indimenticabile.

Tra i tanti articoli che la stampa italiana ha dedicato a questo gigante mi ha colpito quello di Luciano Gulli su Il Giornale che ricorda che “poco prima dell’offensiva Tet, all’inizio del 1968, quella che segnò l’inizio della fine dell’avventura americana in Indocina, Giap diede un’intervista al quotidiano francese Le Monde, dicendo al giornalista che lo aveva raggiunto nella giungla: “ gli americani perderanno e sa perché? Perché fanno la guerra con l’aritmetica. Interrogano i loro computer, fanno somme e sottrazioni e su quelle agiscono. Ma qui (nella giungla) l’aritmetica non è valida: se lo fosse ci avrebbero già sterminato”.

Il contrasto fra quello che avevo sentito poche ore prima dallo scienziato matematico e questa affermazione del generale Giap mi ha molto colpito. Mi è anche affiorato alla memoria un’importante libro americano di quel tempo intitolato “Le teste d’uovo”, che analizzava le ragioni della sconfitta americana che era anche la sconfitta della squadra  dei migliori cervelli americani, che si era costituta intorno al Ministro della Difesa, il grande manager McNamara, l’antagonista di Giap. Anche questo libro dava spiegazioni analoghe, analizzando il meccanicismo e l’astrattezza del gruppo  di teste d’uovo di McNamara, che combatteva non contro persone  e le loro idee, ma contro fantasmi filtrati attraverso calcoli matematici e proiezioni di infinite serie di “slides”.

Quale morale trarre da questo contrasto. Temo che molti giovani che hanno problemi con la matematica, si sentiranno sollevati dall’affermazione di Giap e diranno: vedi che la matematica non è poi così importante! Non è vero. La matematica è importantissima soprattutto nel nostro Paese dove, pur contando su scuole matematiche di primo piano, ne facciamo un utilizzo troppo scarso e assolutamente mediocre. Con molta più matematica applicata a Milano, ad esempio, la vita e la città sarebbero enormemente migliori. Il matematico ghisleriano ha dunque ragione: la matematica può dare un formidabile contributo a vivere meglio. Ma senza mitizzare neanche la matematica, senza cadere nell’errore di vedere il mondo solo come un susseguirsi di algoritmi, di astrazione, di cose e vicende virtuali. Lo spirito dell’uomo, la sua volontà, il suo coraggio, la sua morale, la sua concretezza sono altrettanto se non più importanti. Giap creò il nucleo iniziale dell’esercito di liberazione del Vietnam nel 1944 partendo da una squadra di 34 uomini che si battevano contro l’esercito imperiale giapponese avendo a disposizione un mitra, 17 carabine, 14 vecchi fucili a pietra focaia. In più non ci ha messo algoritmi ma ci ha messo la sua straordinaria intelligenza, la sua indomita volontà, il suo grande coraggio e l’immenso amore per il suo Paese.

Per ricostruire l’Italia abbiamo bisogno di attingere da entrambe le persone che ho ricordato. Abbiamo bisogno di molta più matematica e quindi di molto più approccio scientifico ai problemi della vita collettiva. Ma abbiamo anche bisogno di quella passione, quel coraggio, quella capacità di fare di più con meno, che ci trasmette la figura del piccolo grande leader vietnamita.

Marco Vitale

www.marcovitale.it

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