Semestre UE
Come nasce un leader europeo

lemonde

Il primo luglio 2014, il Semestre italiano di Presidenza al Consiglio dell’Unione europea ha preso il via, sull’onda di un’attenzione più rinforzata che rinnovata nei confronti del premier Matteo Renzi. Quando il Presidente del Consiglio italiano esordisce di fronte agli eurodeputati riuniti a Strasburgo, per presentare il programma del semestre, riecheggiano ancora le parole scritte dalle principali testate francesi. Il magazine de Le Monde, alla vigilia della visita parigina del premier italiano, gli dedica la copertina “Veni, vidi, Renzi”. All’interno, l’inviato Philippe Ridet spiega ai francesi “Come Matteo è diventato Renzi”, in uno speciale di sette pagine, corredato da belle foto in bianco e nero, sporche e naturali, che mostrano il premier italiano quasi fosse un moderno e politico Marcello Mastroianni. Pochi giorni dopo è la volta di Le Point che parla di un “Renzi maratoneta”, evoluzione del precedente “Renzi velocista”. Qualche giorno dopo ancora tocca a Le Figaro: “Matteo Renzi, il nuovo beniamino d’Europa” – è il titolo che campeggia in prima pagina del quotidiano.

Ma se la renzimania diventa neologismo di moda in Francia a pochi giorni dall’inizio del Semestre, già prima e altrove ci sono stati quotidiani che hanno dato modo di ospitare un abbottonato entusiasmo nei confronti del giovane premier italiano. L’età è una delle caratteristiche su cui punta ad esempio Birgit Schönau per De Zeit: Renzi è (si legge nella traduzione di Roberto Tissino) “uno studentello” che si presenta al tavolo dei Grandi portando il “fardello davvero gravoso (…) del passato”. Eppure il riscatto è all’orizzonte, secondo il parallelismo calcistico – precedente alla fuoriuscita della nazionale dai Mondiali di Brasile 2014 – suggerito da Schönau.

“L’impeto riformista e modernizzatore” di Renzi, sottolineato alla vigilia del discorso a Strasburgo da El Paìs, si ritrova all’indomani in un commento della tedesca Die Welle, per la quale il “provinciale” ma “energico” Renzi – lui che, dispensando in Europa le “ricette italiane”, “vuole essere l”anti-Merkel’ (…) – si merita almeno un’opportunità”.

Di “Merkenzi” parla invece Kalypso Nicolaidis in un commento per l’inglese Financial Times, dove il “cauto ottimismo” attribuito ai leader europei si affianca alla domanda: “Chi può dubitare che Matteo Renzi è l’uomo del momento?”. Il tutto senza escludere la possibilità di vederlo “definire l’agenda (europea) dei prossimi cinque anni”, a partire proprio dal semestre di presidenza. Anche perché, si legge, “per diversi aspetti – ideologia, geografia, politica – Renzi bilancia perfettamente la morbida egemonia di Angela Merkel”: sono entrambi pragmatici e entrambi destinati, o almeno questo hanno suggerito i risultati delle europee, a governare a lungo nei propri Paesi. Tutte cose che rendono la coppia come la migliore candidata a ridefinire l’Europa – cosa che potrebbe significare molto per gli inglesi: “Se l’Unione Europea inizia a muoversi nella giusta direzione, il pubblico britannico potrebbe accarezzare l’idea che cambiare l’Europa dall’interno, anziché lasciarla, è il premio più grande. Mr. Renzi sogna un’Europa che non è solo regole ma che ha un’anima, mentre Ms Merkel preferisce una Bruxelles con i denti” – e allora, spetterà agli altri, Cameron compreso, addolcire la “vecchia zia Merkel”.

E, nel day after dell’esordio europeo di Renzi, l’entusiasmo è ancora sui media francesi e, in particolare, su Le Figaro. “Il metodo italiano può cambiare la situazione? Sei mesi possono forse essere abbastanza per rispolverare e dare nuovo smalto al vecchio dibattito di Bruxelles. Ma sono troppo pochi per riformare l’Europa”, cita l’articolo dal titolo eloquente – “La Renzimania conquista l’Unione Europea”.

Neanche a dirlo però è sempre dai giornali d’Oltralpe che arriva il tentativo di riequilibrare la bilancia, con Les Echos che presenta “I limiti intrinsechi della Renzimania”. Il discorso di Matteo Renzi parla di “coraggio”, “orgoglio”, “credibilità” ma manca di concretezza. Come conclude Pierre de Gasquet: “Rifiutando ieri di entrare nella ‘cucina economica’ e richiamando l’Unione al ‘recupero dell’identità’, Matteo Renzi ha soprattutto voluto dare un nuovo impulso. A rischio di dare l’impressione di schivare l’urgenza di nuove ricette”.

 
Documento
Il programma del Semestre Italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

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