Egitto: una nuova retata di attivisti e giornalisti

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Il Corriere della Sera: “Brennero, da Vienna attacchi a Roma. Bundesbank: Padoan troppo ottimista”, “Migranti. Il candidato di destra: blocco al confine. Il leader Strache: colpa dei vostri politici”. Il quotidiano intervista Norbert Hofer, il candidato dell’ultradestra austriaca che ha vinto il primo turno delle presidenziali.

Alle parole del governatore della Bundesbank è dedicata l’analisi di Federico Fubini: “Il monito del banchiere”.

In prima anche un dossier firmato da Corinna De Cesare: “E Moody’s boccia le piccole imprese: ‘Sono deboli e ferme al 2008′”.

A centro pagina: “Voti e camorra, bufera sul Pd”, “Indagato il presidente democratico in Campania. Guerini chiede chiarezza”, “Stefano Graziano intercettato con uno dei Casalesi. Palazzo Chigi: non è nostro consulente”.

Di questo tema si occupano Fiorenza Sarzanini con un articolo sull’inchiesta e Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella con un commento su Palazzo Teti Maffuccini a Santa Maria Capua Vetere, poiché ad essere oggetto dell’indagine sono gli appalti per i restauri: “Quell’ombra sul palazzo di Garibaldi”. L’Eroe dei due Mondi fu infatti ospite di quelle stanze: “qui il 2 novembre fu sottoscritta la resa di Capua”, recita infatti una lapide commemorativa degli eventi del 1860.

Le cifre diffuse ieri da “Osservasalute2015” vengono commentate da Margherita De Bac: “Ecco perché diventiamo (è la prima volta) meno longevi”.

L’editoriale in apertura a sinistra è firmato da Paolo Valentino: “La partita libica dell’Italia”.

A fondo pagina: “Fino a che età è giusto pagare i sogni dei figli”, “Modena, il Tribunale ordina a uno scrittore di versare i soldi per un corso di cinema”.

Da segnalare anche un articolo di Virginia Piccolillo sul caso Regeni in Egitto: “Arresti in Egitto: appello dei Regeni”.

La Repubblica: “Il presidente pd in Campania indagato per camorra e voti”, “‘Appalti ai casalesi’. Graziano si sospende. Aveva avuto un incarico dal governo”.

Al caso di Stefano Graziano è dedicata la rubrica “il Punto di Stefano Folli: “La politica degli occhi chiusi”.

In apertura a sinistra: “Bundesbank: il vostro debito minaccia l’Ue”. Con un “retroscena” di Tonia Mastrobuoni: “Ma il vero nemico è la flessibilità”.

A centro pagina, foto del flash mob organizzato ieri a Milano per la campagna “Verità per Giulio Regeni”: “I Regeni: ‘Liberate il nostro consulente'”.

In prima anche l’incontro ieri a Filadelfia tra Donald Trump e Matteo Salvini. Ne scrive Vittorio Zucconi: “l’era del Trump-salvinismo”.

Sulla Libia un’analisi di Lucio Caracciolo: “Soldi e soldati, il puzzle della Libia”.

A fondo pagina il rapporto sulla salute commentato da Chiara Saraceno: “Meno fumo, più sport. Cala la speranza di vita”.

Di fianco: “Il concorso batticuore dei 165 mila precari”, “Scuola, i posti sono 63mila”. Di Corrado Zunino.

La Stampa: “Bundesbank all’attacco: ‘L’Italia ha violato i patti'”, “Il presidente della Banca centrale tedesca difende la proposta sui titoli di Stato: troppi rischi”, “Critiche alla Commissione Ue: ‘Non vigila. Padoan? Troppo ottimista'”.

“Ma l’Europa ha anche voci pacate”, scrive in un commento Francesco Guerrera, riferendosi soprattutto a Mario Draghi.

In apertura a sinistra: “Appalti truccati dai Casalesi: indagato il capo del Pd campano”. E un commento di Marcello Sorgi: “L’urgenza di fare pulizia”.

Di spalla a destra: “Non c’è intesa. In Libia salta l’invio dei soldati”.

Sul rapporto sulla salute: “Prevenzione flop. Giù l’aspettativa di vita media”. E un commento di Eugenia Tognotti: “Quanto pesa il taglio dei fondi nella Sanità”.

Il Fatto: “Campania, indagato il leader Pd: ‘Voti per favori ai boss Casalesi'”, “La retata. Il presidente regionale del partito ‘ha chiesto e ottenuto’ sostegno”, “Concorso esterno in associazione camorristica. Le intercettazioni del clan: ‘Dobbiamo portare a Graziano’. Quei fondi ‘spostati’ quando era consulente di Palazzo Chigi per l’appalto del ‘Polo della Legalità’ che interessava agli Zagaria. Si è sospeso dai dem. Bindi: ‘Ecco il piano per le liste pulite’. Prescrizione, riforma ferma da 607 giorni”.

Sotto la testata, il richiamo all’intervista a Roberto Scarpinato, procuratore generale a Palermo: “‘La corruzione è Costituzione. Ci servono le armi antimafia'”, “‘Le leggi sono fatte per salvare dal carcere i colletti bianchi'”, “Il Pg di Palermo al ‘Fatto’: ‘Il sistema delle tangenti è nello statuto materiale del Paese. Bisogna alzare il rischio penale con le stesse norme sulle intercettazioni, prescrizione e infiltrati usate contro le cosche’, ‘Stiamo passando dalle istituzioni rappresentative a quelle elitarie, con il potere concentrato in poche mani senza controlli. La partita si gioca tutta in questi mesi'”.

Al coinvolgimento del pd ,in questa inchiesta della Dda di Napoli è dedicato l’editoriale del direttore Marco Travaglio: “La Gomorra della Nazione”.

Sull’Egitto: “Regeni, altro avvertimento di Al-Sisi. Arrestato un consulente della famiglia”, “Amnesty: aumenta la repressione”.

Sul dibattito sul 25 aprile due interventi a confronto: “Basta 25 aprile: troppe parate di opportunisti” (di Massimo Fini); “Ma io difendo la festa della parte giusta” (di Furio Colombo).

Libero: “Gli affari del Pd con Gomorra”, “Secondo avviso a Renzi”, “Corruzione e appalti truccati: indagato il presidente dei Democratici in Campania, che è stato anche consulente a Palazzo Chigi. Dopo Potenza e le interviste di Davigo, un altro segno che la questione giustizia è di nuovo stringente”. Al tema è dedicato l’editoriale del direttore Maurizio Belpietro.

Con foto di Giuseppe Sala: “Sala ha nascosto pure le quote in Romania”, “Le amnesie del candidato a Milano: dopo la casa…”.

Sotto la testata: “Si muore prima, si va in pensione dopo”, “Causa crisi,gli italiani si curano sempre meno”, “Per la prima volta cala l’aspettativa di vita, ma la Fornero non si ferma: donne al lavoro 4 mesi in più”. Ne scrive Fauso Carioti.

“E il governo fa la cresta sui vitalizi integrativi”, scrive di fianco Giuliano Zulin.

Di spalla a destra: “Un padano negli Usa”, “Trump lancia Salvini: ‘Diventerai il prossimo premier'”.

Poi più in basso: “Accoglienza business”, “Arriva Teleprofugo: clandestini in video con i soldi pubblici”, di Francesco Borgonovo.

A fondo pagina: “Più sentenze per tutti”, di Filippo Facci.

Le Monde è in edicola con una foto del presidente Obama e fa riferimento al discorso pronunciato ad Hannover: “La lezione d’Europa di Obama”, “Il presidente americano ha fatto l’elogio della costruzione europea, ad Hannover, preoccupato delle minacce che spingono ‘all’indietro’ il continente”. E il quotidiano riproduce il suo discorso. E a questo è dedicato l’editoriale: “La grandeur dell’Europa secondo Obama”.

Weidmann

Su Il Foglio i lettori troveranno ampi stralci dell’intervento del presidente della Bundesbank Weidmann. Un discorso di trenta pagine -scrive Federico Fubini sul Corriere- letto davanti a una platea dell’establishment italiano presso la residenza dell’ambasciatore tedesco a Roma. Il Foglio riassume così: “Un’altra Europa con Weidmann. Manifesto per il dopo-Draghi”. “Il governatore della Bundesbank a tutto campo. Non può saltare il legame tra azioni e responsabilità degli stati. Renzi dice ‘no ai burocrati di Bruxelles’ ma allora quale federazione fiscale vuole?”, “Per il presidente della Bundesbank la tragedia dei beni comuni vale per le risorse ittiche ma anche per i debiti pubblici”, “Una moneta senza stato è stata condannata nel lungo termine a perire, come credevano Padoa-Schioppa e Kohl? Non è detto”, “La sovranità degli stati membri può essere mantenuta, ma allora vanno rispettate anche le responsabilità di ciascuno”, “I numeri dicono che gli stati non hanno fatto tesoro della politica accomodante della Bce per ridurre i deficit strutturali”, “l’Europa aveva una disoccupazione alta anche prima della crisi. Perciò sono importanti riforme come il Jobs Act di Renzi”, “Il ministro Padoan sostiene che la condivisione dei rischi in Europa incentiva il rispetto delle regole. Io non sono così ottimista”, “Finché le banche detengono troppi bond dei propri stati, la garanzia comune sui depositi equivale a condividere i rischi”, “Si può chiedere di assicurare un biciclo per scoprire solo poi che si tratta di una costosa Ducati, a discrezione dell’assicurato?”.

Sul Corriere: “L’avvertimento di Weidmann a Renzi: ‘Sul debito la tempesta può tornare'”, “Il presidente Bundesbank: banche e titoli di Stato, l’Ue non è pronta a condividere i rischi”. Ne scrive Federico Fubini in un articolo che inizia così: “Matteo Renzi non può volere qualcosa e il suo contrario. Non può chiedere che in Europa si condividano (almeno) certi debiti -con la proposta di eurobond- e rivendicare che il bilancio dell’Italia lo decidono gli italiani e non ‘i burocrati di Bruxelles'”.

Su La Repubblica: “Bundesbank gela l’Italia: ‘Stop al deficit flessibile. Riforme e tetto ai bond'”, “Weidmann a Padoan: ‘Non si condividono i rischi'”, “I Paesi con alto debito sono una mina per la Ue'”. Ne scrive Eugenio Occorsio. In basso, il “retroscena” di Tonia Mastrobuoni: “Il ritorno del paladino dell’austerità contro i ‘ricatti’ degli Stati-cicala”. Mastrobuoni ricorda che nelle ultime settimane, dopo anni di scontri, Weidmann si è totalmente ricompattato con Mario Draghi: ha sottoscritto le ultime mosse di politica monetaria, massacrate dai commentatori tedeschi e finite nel mirino del ministro delle Finanze tedesco Schaeuble. che ha accusato la Bce persino di contribuire al successo dei populisti di Afd: “dunque, difendendo in un’intervista al Financial Times l’indipendenza di Francoforte, strigliando perfino Schaeuble per la scarsa propensione della Germania alle riforme, Weidmann si è esposto molto. Soprattutto in Germania. Il suo mini-viaggio in Italia -ieri ha incontrato il presidente uscente di Confindustria Giorgio Squinzi, oggi vedrà il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco- serve anche a riequilibrare la sua posizione. A ricentrarsi rispetto ad alcune priorità che per la Bundesbank sono diventate ancora più stringenti dopo le ultime decisioni di Francoforte”. Se finora nella retorica di Bundesbank “tornava spesso il monito a non approfittare dei tassi bassi della Bce per impigrirsi, stavolta Weidmann è andato ben oltre. Il debito eccessivo di alcuni Paesi ‘può indurre a esercitare pressione sulla politica monetaria, affinché essa ridimensioni il suo mandato di garante della stabilità dei prezzi a favore di una politica monetaria orientata a garantire la solvibilità degli Stati’. E’, insomma, ricattatorio”, scrive Mastrobuoni.

Di fianco un articolo di Roberto Petrini: “Il Tesoro: ‘Noi i più virtuosi con sacrifici record in Europa. Berlino ha sforato sette volte'”, “La linea del ministero dell’Economia espressa attraverso i dati Eurostat degli ultimi venti anni con il confronto Italia-Germania”.

Egitto e caso Regeni

Su La Repubblica: “‘E’ un terrorista’. La vendetta del Cairo contro il consulente della famiglia Regeni”, “Ahmed Abdallah è il direttore di un’associazione che indaga sulle persone sparite in Egitto: ecco con quali accuse è stato arrestato”. Ne scrivono Carlo Bonini e Giuliano Foschini raccontando che Abdallah è stato prelevato alle 3 di notte nella sua abitazione da un corteo di 4 van della polizia: è il presidente della Ong “Egyptian Commission for Right and Freedoms” ed è consulente della famiglia di Giulio Regeni nella ricerca della verità. Nell’ordine di cattura si scrive che Abdallah è colpevole di istigazione alla violenza per rovesciare il governo, la Costituzione e il sistema repubblicano; di istigazione all’assalto di stazioni di polizia a fini terroristici; di uso della violenza e minacce per impedire al presidente di esercitare i suoi poteri e di adempiere ai suoi doveri costituzionali, di partecipazione a un gruppo terroristico, di istigazione alla minaccia terroristica attraverso il web; di istigazione a manifestazioni di piazza non autorizzate per mettere a repentaglio la sicurezza pubblica: di diffusione di notizie false e tendenziose per alimentare la sfiducia della cittadinanza nello Stato; di possesso di materiale propagandistico inneggiante al cambio di regime e alla modifica della Costituzione.

Sulla stessa pagina: “I genitori di Giulio: siamo angosciati per lui, liberatelo”.

Sul Corriere l’articolo di Virginia Piccolillo: “I genitori di Giulio e il consulente legale: ‘Arrestato, forse è stata una vendetta'”, “Egitto, Ahmed Abdallah documenta le sparizioni forzate. Accusato di terrorismo”.

In basso, intervista alla conduttrice tv accusata di aver mandato al diavolo Regeni: “La conduttrice Rania: ‘Fraintesa: ma al diavolo questo caso Regeni'”.

Sul Manifesto l’appello del presidente di Amnesty Italia Antonio Marchesi: “Verità per Giulio, liberate Ahmed”. E a pagina 5 un articolo di Rachele Gonnelli: “Ondata di arresti tra i contatti di Giulio”, “239 attivisti e avvocati arrestati negli ultimi giorni, 7 reporte ancora dentro, blitz contro l’Unione cronisti”, “La famiglia Regeni ‘angosciata’ in particolare per Ahmed Abdallah, suo consulente: rischia la pena di morte”.

Austria

Il Corriere della Sera intervista Norbert Hofer, il candidato del Partito della Libertà (Fpo) che ha ottenuto al primo turno delle presidenziali oltre il 35%: “Il blocco sul Brennero? Bisogna fermare l’onda dei migranti”, “Austria, il vincitore di destra spalleggiato da Strache (il leader del parito, ndr.): Roma non agisce, tocca a noi”. Nell’intervista di Elena Tebano Hofer ha accanto Strache, che dice: “Dipende da Roma e dai politici italiani rispettare i propri doveri legali e mettere in sicurezza i propri confini esterni. Sta a loro non commettere l’errore della Grecia che non rispetta le proprie leggi. E’ responsabilità di Roma: se non se la assume, noi siamo costretti ad agire”. Sull’accordo di Dublino Hofer ribadisce: “Dev’essere applicato così com’è: i rifugiati devono rimanere nel primo territorio sicuro in cui arrivano. Quello in cui sono davvero arrivati”. L’Italia -ricorda- ha sottoscritto quell’accordo.

Pd, Campania

Sul Corriere: “‘Favori alla camorra’. Un’indagine scuote il Pd”, “Graziano, presidente del partito in Campania, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Lega e 5 Stelle all’attacco: era consulente del governo. Palazzo Chigi: il suo incarico non fu rinnovato”. L’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli ha portato all’arresto di nove persone, tra cui l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio di Muro. Il presidente dem Stefano Graziano, che è indagato ed è accusato di concorso esterno in associazione camorristica, si è dimesso. L’inchiesta riguarda gli appalti truccati nella città: si sarebbe adoperato per sbloccare i fondi per il restauro di Palazzo Teti. Ne scrive Monica Guerzoni. A pagina 9 le intercettazioni e le carte, raccontate da Fiorenza Sarzanini: “‘Il voto? Tengo per i democratici’. E il politico ringraziò l’affiliato”, “I colloqui dopo le urne e le richieste dell’imprenditore Zagaria sugli appalti. Per i giudici Graziano avrebbe ottenuto appoggi con l’impegno di diventare punto di riferimento amministrativo dei Casalesi”. Ad essere citato è Alessandro Zagaria, che sarebbe stato l’uomo che teneva i rapporti con Graziano e si sarebbe speso per favorirlo alle elezioni regionali. Scrivono i pm: “la polizia giudiziaria ha documentato plurimi incontri tra Graziano e Zagaria in un periodo pre-elettorale e che, ad elezione avvenuta, Graziano ha avuto contatti telefonici con Zagaria dai quali emergeva la riconoscenza dell’esponente politico nei confronti di Zagaria”.

Su Il Fatto: “Il presidente Pd in Gomorra. I Casalesi: ‘Lo sosteniamo'”, “Concorso esterno: indagato Stefano Graziano, che si autosospende dal partito. In passato ha avuto incarichi a Palazzo Chigi con Enrico Letta e con Matteo Renzi”.

La Repubblica: “Indagato il presidente del Pd in Campania. Il camorrista: votiamo lui”, “I pm: Graziano sostenuto dai boss in cambio di appalti. Da De Mita e Follini alla consulenza con Palazzo Chigi”. Graziano, spiegano Dario del Porto e Concita Sannino, inizia la sua carriera nel centrosinistra, nel solco prima di Ciriaco de Mita e poi di Marco Follini. Alessandro Zagaria è un imprenditore ritenuto legato al boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria (di cui tuttavia non è parente, ndr.)

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