Dossier Numero 163

L’Algeria e la svolta economica
che tarda a venire

Federica Zoja
Petroleum workers walk past the Tiguentourine Gas Plant in In Amenas, 1600 km (994 miles) southeast of Algiers, October 2, 2013. Blast charred walls have been repainted and bullet holes plastered over at the In Amenas gas plant, as Algeria tries to tempt foreign oil workers back to the Sahara, after the January 16, 2013 attack by Islamist militants. Picture taken October 2, 2013. To match ALGERIA-AMENAS/ REUTERS/Louafi Larbi (ALGERIA - Tags: ENERGY BUSINESS EMPLOYMENT)

Da Reset-Dialogues on Civilizations  Parata di ministri e alti dignitari ad Algeri in occasione del 15esimo Forum internazionale dell’energia (26-27-28 settembre), in coda al quale si è aperto un atteso consesso dei rappresentanti dei Paesi esportatori di petrolio (Opec). Il quadro energetico globale è dei più precari, con il prezzo del barile di nuovo sotto i 46 dollari e sauditi e iraniani impegnati in un faticoso duello per la riduzione contingentata della produzione di oro nero. Il contesto conferma ai Paesi “oil-addicted” quanto sia indispensabile emancipare la propria economia dall’industria energetica fossile. Eppure, l’ospite di casa, Algeri, non riesce a imboccare la strada della diversificazione, generando inquietudine nel panorama internazionale. L’Unione europea è in allerta per i conti algerini che […]