COSE DELL'ALTRO MONDO

Riccardo Cristiano

Giornalista e scrittore

Sappiamo chi è Jorge Mario Bergoglio?

Ieri, in occasione della presentazione del rapporto del Centro Astalli sull’emergenza delle migrazioni forzate, padre Fabio Baggio, sottosegretario di papa Francesco per la sezione Migranti e Rifugiati, ha raccontato un particolare di estrema importanza. Come è noto il papa da quanto è stato creato questo dipartimento, all’interno del dicastero per la sviluppo umano integrale, lo presiede in prima persona. Vi lavorano in tre: papa Francesco, padre Baggio e un suo collega. Si riuniscono ha detto padre Baggio, una volta al mese. In una circostanza, se ben ricordo in occasione di una delle prime riunioni, papa Francesco a un certo punto si è alzato, è uscito dalla sala dove era in corso la riunione, ed è tornato indossando un giubotto salvavita, di quelli che i profughi  indossano mentre attraversano il Mediterraneo. Padre Baggio non ha specificato che era arancione, ma io lo ha immaginato così, mentre lui parlava.

Dunque papa Francesco custodisce da qualche parte questo giubotto salvavita. Lo avrà preso a Lampedusa, durante la sua visita? O a Lesbo?No, gli è stato regalato da Oscar Camps, presidente dell’associazione spagnola Proactiva Open Arms.  A Lesbo mi ricordo tantissimi di questi giubotti: erano ben visibili in mucchi disseminati per l’isola. Ma non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello di prenderne uno. Di mettermelo in valigia e portarlo a casa. Ovviamente non avendolo fatto non posso neanche dire di averlo custodito tra i miei effetti personali più cari. Jorge Mario Bergoglio, cioè il papa, invece sembra proprio che un giubotto salvavita lo custodisca tra i suoi effetti personanali. Ora veniamo a sapere che  durante una riunione  della sezione Migranti e Rifugiati lo è andato a prendere e lo ha indossato. Perché? Perchè, stando a quanto spiegato da padre Baggio, doveva dire che quella sezione di lavoro doveva avere un obiettivo a breve, uno a medio tempo e uno a lungo tempo: “e l’obiettivo a breve è questo: salvare vite”, avrebbe detto ai suo due collaboratori il papa tornato a partecipare a quella riunione con quel giubotto.

Questo dettagio raccontato ieri aiuta a capire chi sia papa Francesco, a mio avviso, più di molto altro. E  l’importanza di quanto raccontato  da padre Baggio per me è stata dilatata dal fatto che avevo proprio davanti a me, in quei momenti, un giovane arrivato in Italia proprio con quei barconi. Guardarlo quando il racconto, che ha avuto lo spazio di un inciso, è finito, è stato importantissimo.

Il fatto che un uomo che nella vita fa il papa possa essersi alzato per andare a prendere un giubotto salvavita che lui ha con sé, mi ha aiutato a capire Bergoglio molto più di tanto altro. E provare a immaginare cosa ha pensato quel giovane che in quel momento avevo davanti è  un pensiero che 24 ore dopo ancora non mi lascia.

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