L'ASINO DI BURIDANO

Massimo Parodi

Professore di Storia della filosofia medievale all'Università Statale di Milano.

Otto settembre

L’otto settembre, come è noto, è una data fatidica nella storia dell’Italia contemporanea e lo è anche nella mia personale formazione culturale. La seconda guerra mondiale fu infatti uno dei miei primi interessi storici, soprattutto quando mi resi conto che mio padre ne era stato partecipe ed era poi rimasto a lungo in un campo di concentramento tedesco.
Gli chiedevo in continuazione chiarimenti e informazioni, ma rimanevo in grandi difficoltà: non riuscivo a capire bene come fosse andata e come mai si fosse cominciato da una parte e si fosse finiti dall’altra; era troppo complicato, per la mia infantile necessità di distinguere con chiarezza tra buoni e cattivi, nordisti e sudisti, cow boys e indiani. Nazisti alleati con i comunisti sovietici prima della guerra, poi scontro furibondo tra Germania e Unione sovietica; l’Italia che non partecipa all’inizio della guerra, poi mio padre che viene mandato sul fronte francese; gli italiani che si spaccano e si sparano; gli alleati che aiutano i partigiani, anche comunisti, poi il rischio di uno scontro tra occidentali e sovietici.
Non capivo ed ero convinto mi mancasse sempre qualche dato, pensavo di essere io a non riuscire a vedere tutti gli elementi del problema, continuavo a fare domande a mio padre e continuavo a sentirmi inadeguato.
Ma finalmente arrivò Tutti a casa, diretto da Luigi Comencini e interpretato da uno straordinario Alberto Sordi. Ricordate il sottotenente Innocenzi che guida il suo plotone in marcia ordinando Mamma e tutti: Mamma ritorno ancor nella casetta …? Arrivato a destinazione subisce un attacco da parte dei tedeschi – era appunto l’otto settembre – e si precipita allora alla ricerca di un telefono per avere chiarimenti dai suoi superiori. La frase da lui gridata al telefono fu per me liberatoria, seppi finalmente che le cose non sembravano complicate solo a me, ma lo erano state anche per chi vi aveva partecipato direttamente; non ero io a trovare la storia complicata, era la storia a essere complicata.

Signor colonnello, accade una cosa incredibile … I tedeschi si sono alleati con gli americani! Ci stanno attaccando!

  1. E’ difficile capire il momento in cui si vive: di Waterloo si può aver percepito che c’erano tanti cavalli. Qualche volta qualche politico capisce cosa sta succedendo, tipo Lenin e l’ottobre, ma difficilmente è in grado di prevedere gli effetti non voluti, tipo Bush e tantissimi altri. Forse vige una specie di principio di indeterminazione. Se si è distaccati, per ragioni cronologiche o altro, forse sembra più facile, ma allora subentra la difficoltà di mettersi nella mentalità di un antico romano, di un contadino lucano, di una massaia di Voghera o anche di un cattolico dell’epoca del modernismo

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